Dati scientifici

Vitamina C, il raffreddore non si previene ma può durare meno

Una revisione Cochrane ridimensiona le aspettative: effetti contenuti su sintomi e decorso, soprattutto con assunzione regolare.

Vitamina C, il raffreddore non si previene ma può durare meno

Quando compaiono i primi starnuti, la vitamina C è spesso considerata un rimedio immediato contro il raffreddore. Le migliori evidenze disponibili, però, ridimensionano questa convinzione: per la maggior parte delle persone, l’assunzione della vitamina non riduce il rischio di ammalarsi. Il possibile beneficio riguarda piuttosto la durata e l’intensità dei sintomi, con effetti comunque contenuti.

A esaminare il tema è stata una revisione di studi clinici pubblicata dalla Cochrane Database of Systematic Reviews. I ricercatori hanno analizzato numerosi confronti controllati con placebo, distinguendo tra l’assunzione quotidiana della vitamina C prima della comparsa dei sintomi e l’inizio del trattamento quando il raffreddore era già comparso. Si tratta di due domande diverse: prevenire l’infezione oppure rendere più breve o lieve il decorso.

Che cosa mostrano i risultati

Nella popolazione generale, assumere vitamina C ogni giorno non ha prodotto una riduzione significativa del numero di raffreddori. Non emerge quindi un effetto chiaro sulla probabilità di ammalarsi. Il quadro cambia, seppure in misura modesta, quando si considerano la durata e la gravità dei sintomi.

Negli studi sulla supplementazione regolare, il raffreddore è durato circa l’8% in meno negli adulti e il 14% nei bambini. Anche l’intensità dei disturbi è risultata leggermente ridotta. Si tratta dunque di un vantaggio limitato, che non modifica radicalmente l’andamento della malattia.

Un effetto preventivo più evidente è stato osservato in gruppi particolari, esposti a sforzo fisico intenso o a condizioni ambientali estreme, come alcuni atleti di endurance e militari impegnati in ambienti molto freddi. Questo risultato, però, non può essere automaticamente esteso alla popolazione che conduce una vita ordinaria.

Assunzione ai primi sintomi e cautele

La revisione non offre prove solide sull’idea di iniziare la vitamina C ai primi segnali del raffreddore per bloccarlo. Gli studi su questo uso hanno prodotto risultati non coerenti. Dose, tempestività e durata del trattamento potrebbero avere un ruolo, ma le evidenze disponibili restano incerte.

Non è quindi possibile affermare con sicurezza che assumere vitamina C dopo la comparsa di mal di gola o naso che cola sia efficace. Per molte persone, un’alimentazione varia è già sufficiente a coprire il fabbisogno nutrizionale. Anche l’eventuale ricorso agli integratori va valutato considerando che il beneficio atteso è modesto.

Le dosi elevate, pur risultando nel complesso ben tollerate negli studi, possono causare disturbi gastrointestinali. In alcuni casi sono inoltre possibili criticità legate ai calcoli renali o a condizioni che modificano il metabolismo del ferro. La conclusione della revisione è quindi prudente: la vitamina C non cura il raffreddore e non rappresenta una protezione certa per tutti, ma potrebbe offrire un piccolo beneficio sul decorso se assunta regolarmente in determinati contesti.

Fonte scientifica: Vitamin C for preventing and treating the common cold, Cochrane Database of Systematic Reviews. DOI: 10.1002/14651858.CD000980.pub4.