Prevenzione sportiva

Rabdomiolisi da sforzo: sintomi e rischi per la salute

Disidratazione e segnali d’allarme richiedono attenzione durante allenamenti prolungati e competizioni di endurance.

Rabdomiolisi da sforzo: sintomi e rischi per la salute

La morte di Rachel Apa, 24 anni, ex giocatrice di hockey su prato, avvenuta dopo un malore a circa tre chilometri dal traguardo della maratona di New York, ha riportato l’attenzione su una condizione rara e grave: la rabdomiolisi. Secondo gli accertamenti citati nelle cronache del caso, la giovane sarebbe deceduta a causa delle conseguenze di questa sindrome, che può manifestarsi dopo uno sforzo fisico estremo e prolungato.

La rabdomiolisi non riguarda soltanto gli atleti professionisti. Può colpire chi sottopone il proprio organismo a un’attività intensa senza un’adeguata idratazione o ignora i segnali di allarme. Nella forma associata all’esercizio fisico, definita rabdomiolisi da sforzo, il rischio può aumentare durante competizioni di endurance come le maratone, soprattutto in presenza di disidratazione e alterazioni della temperatura corporea.

Che cos’è la rabdomiolisi

Si tratta di una sindrome caratterizzata dalla rapida distruzione delle fibre muscolari scheletriche. Il danno può essere provocato da traumi, ustioni estese, infezioni, intossicazioni o dall’attività fisica massimale. Quando le cellule muscolari si disgregano, il loro contenuto viene riversato nel sangue in quantità elevate.

Tra le sostanze liberate c’è la mioglobina, una proteina che trasporta ossigeno nei muscoli. Aumentano anche gli enzimi muscolari, tra cui la creatinfosfochinasi, o CPK, e vengono rilasciati elettroliti e minerali come potassio e fosforo. Questi cambiamenti possono compromettere l’equilibrio chimico dell’organismo e provocare conseguenze anche molto serie.

Le conseguenze e i sintomi da riconoscere

Il pericolo principale non è limitato al danno muscolare. La mioglobina viene filtrata dai reni e può accumularsi nei tubuli renali, danneggiando le cellule e causando un’insufficienza renale acuta. Il rilascio massiccio di potassio nel sangue può invece favorire gravi aritmie cardiache, potenzialmente fatali.

La disidratazione riduce il volume del sangue circolante, ostacola il lavoro dei reni e può favorire la concentrazione delle sostanze rilasciate dai muscoli. Anche l’ipertermia, cioè l’aumento della temperatura interna durante uno sforzo prolungato, può accelerare il danno tissutale. Per questo è importante prestare attenzione a affaticamento e dolori muscolari, soprattutto quando sono intensi o insoliti.

Un altro segnale da non sottovalutare è la colorazione scura delle urine. Il fisioterapista Marco Musorrofiti sottolinea che questi sintomi possono spingere il paziente a eseguire esami del sangue e delle urine, utili a individuare la patologia. La rabdomiolisi può comparire anche in altri sportivi, compresi i bodybuilder, dopo allenamenti particolarmente intensi.

Il trattamento principale è l’idratazione endovenosa, mentre i tempi di recupero dipendono dalla gravità del quadro e dalla rapidità della diagnosi. Una preparazione graduale, l’attenzione ai segnali del corpo e una corretta gestione dei liquidi durante l’attività fisica sono misure essenziali per ridurre i rischi. In presenza di sintomi compatibili, è necessario rivolgersi tempestivamente a un medico o a una struttura sanitaria.