Dati immunitari

Vaccino antinfluenzale, la risposta mRNA dura più a lungo

Il confronto su adulti sani mostra segnali promettenti, senza modificare per ora le raccomandazioni stagionali.

Vaccino antinfluenzale, la risposta mRNA dura più a lungo

Un nuovo studio ha analizzato non solo la quantità di anticorpi prodotti dopo la vaccinazione antinfluenzale, ma anche il modo in cui la risposta immunitaria si sviluppa nel tempo. L’obiettivo era capire se un vaccino sperimentale a mRNA potesse generare difese più ampie e durature rispetto a una formulazione tradizionale, considerando la capacità del virus influenzale di cambiare tra una stagione e l’altra.

La ricerca ha coinvolto adulti sani tra 20 e 50 anni, suddivisi tra un vaccino stagionale tradizionale e uno a mRNA. I ricercatori hanno esaminato campioni di sangue e, in un sottogruppo, anche prelievi dai linfonodi vicini al punto di iniezione. L’attenzione si è concentrata sui centri germinativi, le aree in cui le cellule B maturano, affinano gli anticorpi e selezionano quelli potenzialmente più efficaci.

Una risposta più ampia

Nel gruppo vaccinato con mRNA, i livelli di anticorpi e il numero di cellule B della memoria sono risultati mediamente più elevati. In una parte dei partecipanti, inoltre, i centri germinativi sono rimasti attivi fino a 26 settimane dalla vaccinazione, un dato che non è stato osservato tra chi aveva ricevuto il vaccino tradizionale.

Il vaccino a mRNA ha favorito anche una maggiore diversità degli anticorpi. Non sarebbe quindi aumentata soltanto la quantità della risposta, ma anche il numero di varianti anticorpali disponibili. Questa caratteristica si è associata a un riconoscimento più ampio di diversi ceppi influenzali, soprattutto di alcuni virus H1N1. Per H3N2, invece, i risultati di neutralizzazione sono apparsi meno convincenti.

Gli autori sottolineano tuttavia che questi risultati non dimostrano una protezione clinica superiore in ogni stagione influenzale. I dati indicano un possibile vantaggio sul piano immunologico, ma non stabiliscono se la piattaforma a mRNA riduca maggiormente le infezioni, i ricoveri o la durata della protezione nella vita quotidiana.

I limiti dello studio

La ricerca era osservazionale e non randomizzata, con un numero di partecipanti limitato per alcune analisi. Anche il sottogruppo sottoposto al prelievo dai linfonodi era ridotto. Inoltre, il campione comprendeva persone giovani e sane: non è quindi possibile sapere se gli stessi risultati si applichino ad anziani, individui fragili o persone immunodepresse.

Il lavoro non modifica le raccomandazioni attuali e non dimostra che un vaccino antinfluenzale a mRNA possa eliminare la necessità dei richiami stagionali. La vaccinazione stagionale resta lo strumento disponibile per ridurre il rischio di influenza e complicanze, in particolare per chi appartiene alle categorie più vulnerabili. Serviranno studi più ampi e un follow-up più lungo per capire se la maggiore ampiezza della risposta immunitaria si tradurrà in benefici concreti.

Lo studio, intitolato mRNA-based influenza vaccine expands the B cell response breadth in humans, è stato pubblicato su Nature Immunology. DOI: 10.1038/s41590-026-02569-5.