Cura quotidiana

Unghie fragili, quando cercare la causa nell’alimentazione

Detergenti, traumi e manicure sono spesso decisivi; gli esami servono solo se emergono altri segnali.

Unghie fragili, quando cercare la causa nell’alimentazione

Quando le unghie si sfaldano o si spezzano facilmente, è naturale pensare a una carenza nutrizionale o a un problema di assorbimento intestinale. Tuttavia, se questo è l’unico segnale presente, il malassorbimento non è l’ipotesi più probabile. Le unghie fragili sono infatti un disturbo comune, spesso legato a fattori esterni.

Il contatto ripetuto con acqua e detergenti, le manicure frequenti e i piccoli traumi possono indebolire la struttura dell’unghia. Anche il passare degli anni può modificarla. Per questo, prima di cercare una causa interna, è utile ridurre l’esposizione ai prodotti detergenti, usare i guanti durante le pulizie e applicare con regolarità prodotti idratanti su mani e unghie.

Quando valutare una carenza

Ferro, zinco, vitamine e proteine possono essere associati ad alterazioni delle unghie, ma si tratta di segnali poco specifici. La loro rilevanza aumenta quando sono presenti altri sintomi o quando gli esami documentano una carenza. Anche le malattie della tiroide possono modificare l’aspetto delle unghie, senza però poter essere riconosciute dalla sola fragilità.

Un’eccezione parziale è rappresentata dalle cosiddette unghie a cucchiaio, diverse dalla semplice tendenza a sfaldarsi e talvolta associate all’anemia da carenza di ferro. Gli accertamenti non sono uguali per tutti: spetta al medico stabilire quali analisi prescrivere in base alla storia della persona e ai sintomi. Nel caso del ferro, la ferritina è un esame utile, da interpretare insieme agli altri dati clinici.

Una carenza di ferro può dipendere da perdite di sangue, da un apporto insufficiente o da un ridotto assorbimento. Mangiare in modo equilibrato non permette quindi di stabilirne l’origine. Le malattie gastrointestinali possono causare malassorbimento, perdite ematiche o entrambi. Correggere una carenza accertata è importante, anche se non è certo che la terapia risolva la fragilità delle unghie o che quella fosse davvero la causa principale.

Celiachia e integratori: cosa sapere

La celiachia può provocare malassorbimento, ma le unghie fragili da sole non bastano a suggerirne la presenza. Il sospetto può diventare concreto in caso di carenza di ferro persistente, anemia senza spiegazione, disturbi intestinali o perdita di peso. La malattia può comunque presentarsi anche senza i sintomi intestinali più tipici.

Quando il medico ritiene indicata la valutazione, negli adulti si parte dagli anticorpi IgA anti-transglutaminasi tissutale e dal dosaggio delle IgA totali. Gli esami devono essere eseguiti mentre si consuma ancora glutine: eliminarlo in anticipo può rendere più difficile arrivare alla diagnosi.

Non ci sono prove sufficienti per considerare la biotina una soluzione abituale contro le unghie fragili. Gli studi disponibili sono piccoli e non prevedono un adeguato confronto con placebo. Gli integratori hanno senso solo in presenza di una rara carenza documentata. Inoltre, dosi elevate di biotina possono interferire con alcuni esami del sangue: chi la assume deve comunicarlo prima del prelievo.

È consigliabile una valutazione medica se un’unghia cambia forma o colore senza una causa nota, se la pelle circostante diventa dolente, arrossata o gonfia, oppure se compare una stria scura che cambia aspetto. In sintesi, per capire l’origine della fragilità si parte dalle abitudini quotidiane; l’intestino entra in gioco soprattutto quando una carenza è confermata o compaiono altri segnali clinici.