Alzarsi sulle punte mentre ci si lava i denti attiva un meccanismo fisiologico reale: quando il polpaccio si contrae, comprime le vene della gamba e spinge il sangue verso il cuore. Si tratta però di un effetto immediato, limitato al momento in cui viene eseguito il movimento. Non è stato dimostrato che ripetere la routine ogni giorno migliori in modo duraturo la circolazione, prevenga le vene varicose o riduca il rischio di trombosi.
Il ruolo della pompa del polpaccio
Le vene delle gambe devono riportare il sangue verso l’alto, contro la gravità. Le contrazioni muscolari contribuiscono a questo processo comprimendo i vasi e favorendo il flusso in direzione del cuore. Per questo si parla di pompa del polpaccio. Il sollevamento dei talloni è uno dei modi più diretti per attivarla.
L’espulsione temporanea di sangue dalle vene può essere misurata con la pletismografia, un esame che registra le variazioni di volume dell’arto. Il dato conferma ciò che accade durante l’esercizio, ma non dimostra da solo un beneficio clinico. In questo contesto, aiutare la circolazione significa quindi favorire un ritorno venoso momentaneo, senza implicare effetti più ampi.
Gli studi sull’attività fisica nelle persone con insufficienza venosa cronica non hanno prodotto risultati conclusivi. Una revisione sistematica ha riunito cinque studi randomizzati, per un totale di 146 partecipanti, rilevando una certezza delle prove molto bassa. Non è dunque certo che i programmi di esercizio migliorino sintomi, qualità della vita o misure del ritorno venoso.
Inoltre, gli esercizi analizzati erano strutturati e non coincidevano con pochi sollevamenti dei talloni davanti al lavandino. Anche se quei programmi risultassero utili, sarebbe necessario verificare prima se gli stessi effetti si applicano a una routine di pochi minuti.
Come eseguire il movimento in sicurezza
Chi vuole provare può appoggiarsi a un sostegno stabile, come il bordo del lavandino, sollevare lentamente entrambi i talloni e poi riabbassarli con la stessa gradualità. Se lo spazzolino lascia una sola mano libera e l’equilibrio risulta incerto, è preferibile eseguire l’esercizio separatamente, prima o dopo aver lavato i denti.
Le istruzioni pratiche dell’esercizio mostrano cinque ripetizioni come esempio, ma non esiste una dose dimostrata come efficace per le vene. Il movimento può essere suggerito anche a chi resta seduto o fermo in piedi per periodi prolungati, per mantenere le gambe attive durante l’immobilità. Si tratta però di un’indicazione diversa dalla breve routine davanti allo specchio.
Dolore, pesantezza e gonfiore associati alle vene varicose devono essere valutati, soprattutto se compaiono da poco o peggiorano. Cambiamenti della pelle, ferite che non guariscono o una vena varicosa che sanguina richiedono il parere di un medico; in caso di sanguinamento è necessaria assistenza urgente.
Gonfiore, dolore, calore o arrossamento di una sola gamba possono indicare una trombosi venosa profonda e richiedono una valutazione tempestiva. Difficoltà respiratorie o dolore al petto sono segnali da trattare come un’emergenza. In questi casi l’esercizio non è una soluzione: i sollevamenti sulle punte producono un effetto misurabile mentre ci si muove, ma non hanno dimostrato di rendere le vene più sane nel tempo o di abbassare il rischio di trombosi.