Indicazioni cliniche

Sistema linfatico: a chi rivolgersi per diagnosi e cure

Il medico di famiglia orienta tra linfedema, linfonodi ingrossati e sospetto di linfoma

Sistema linfatico: a chi rivolgersi per diagnosi e cure

Il sistema linfatico è una rete di vasi e linfonodi che attraversa tutto il corpo. Per questo non esiste un unico specialista a cui rivolgersi in ogni situazione: la scelta dipende dal sintomo e dalla causa sospetta. Un arto gonfio, un linfonodo ingrossato e un linfoma già diagnosticato richiedono infatti percorsi differenti.

Il primo riferimento è quasi sempre il medico di medicina generale. Dopo aver raccolto la storia clinica ed eseguito una prima visita, può indirizzare il paziente verso un ambulatorio linfologico in caso di possibile linfedema oppure verso un percorso oncologico ed ematologico se emergono elementi compatibili con un linfoma.

Gonfiore persistente a braccia o gambe

Un gonfiore che non passa può dipendere da molte cause e il linfedema è soltanto una di queste. Quando il sospetto riguarda un problema del drenaggio linfatico, il medico di famiglia valuta l’arto e stabilisce se siano necessari ulteriori accertamenti. Gli esami strumentali vengono utilizzati soprattutto quando la diagnosi o l’origine del gonfiore non sono chiare.

Il percorso può proseguire in un ambulatorio linfologico. A seconda della struttura e dell’organizzazione sanitaria locale, possono essere coinvolti un fisiatra, un medico esperto di patologia vascolare o di linfologia e, in alcuni casi, un chirurgo vascolare con competenze specifiche. Non è necessario consultare tutte queste figure: la composizione dell’équipe dipende dal quadro clinico.

Nel trattamento può intervenire anche un fisioterapista formato, che contribuisce alla valutazione funzionale e alla riabilitazione. Se il gonfiore compare dopo un intervento o una terapia oncologica, è utile segnalarlo anche all’équipe che segue il paziente. Il disturbo dovrà comunque essere valutato, perché un nuovo edema può avere cause diverse dalle cure ricevute.

Linfonodi ingrossati e segnali da non trascurare

I linfonodi ingrossati sono spesso legati a un’infezione e non devono essere confusi con il linfedema. È opportuno rivolgersi al medico quando continuano ad aumentare di volume, non regrediscono, risultano duri o poco mobili oppure si trovano vicino alla clavicola. Anche sudorazioni notturne o un linfonodo comparso senza segni di infezione meritano una valutazione.

L’ematologo viene coinvolto dopo il primo inquadramento, quando gli accertamenti lo rendono necessario. In caso di linfoma diagnosticato, il trattamento viene pianificato da un’équipe esperta, che può comprendere oncologi ed ematologi in base al tipo di malattia e al centro di riferimento.

Alcuni sintomi richiedono invece una valutazione rapida. Un gonfiore improvviso e doloroso a una gamba deve essere controllato con urgenza per escludere una trombosi venosa profonda. Dolore al petto o difficoltà respiratoria associati al gonfiore richiedono assistenza d’emergenza. In chi ha già un linfedema, la comparsa di rossore, calore, dolore o febbre nell’area interessata può indicare un’infezione della pelle e va sottoposta rapidamente a un medico.

Una gamba gonfia può quindi dipendere dalla linfa, da una vena o da un’infezione. Per questo il primo inquadramento del medico curante resta il passaggio più utile per individuare lo specialista e il percorso più adatti.