Prevenzione

Scricchiolii articolari: quando è il caso di preoccuparsi

Un suono occasionale spesso non segnala problemi; fastidi associati meritano invece un controllo sanitario.

Scricchiolii articolari: quando è il caso di preoccuparsi

Piegarsi per raccogliere un oggetto e sentire uno schiocco alle ginocchia, oppure avvertire uno scatto al collo ruotando la testa, è un’esperienza comune. Un rumore isolato, tuttavia, non equivale di norma a una malattia e non indica necessariamente che la cartilagine si stia consumando prima del tempo.

La causa più frequente è la cavitazione articolare. Nella capsula che avvolge l’articolazione è presente il liquido sinoviale, che agisce da lubrificante e contiene gas disciolti. Quando l’articolazione viene piegata o allungata, la pressione interna cambia rapidamente: si formano microbolle che scoppiano producendo il caratteristico schiocco. In altri casi il suono dipende da tendini o legamenti che scorrono sopra una sporgenza ossea e poi tornano nella posizione iniziale. Se non compaiono dolore o fastidio, si tratta di fenomeni fisiologici.

Quando il crepitio può indicare un problema

Una situazione diversa è quella in cui lo scricchiolio è continuo e ricorda il contatto tra superfici ruvide, come passi sulla sabbia o sul fogliame secco. Questo crepitio articolare può essere legato all’assottigliamento progressivo della cartilagine, il tessuto elastico che riveste le estremità delle ossa e ne facilita lo scorrimento.

L’usura della cartilagine è caratteristica dell’artrosi: con la riduzione dello strato protettivo, nelle fasi più avanzate può aumentare la frizione tra le superfici ossee. A orientare la valutazione sono soprattutto i sintomi associati. Dolore, rigidità al risveglio che dura generalmente meno di 30 minuti o una sensazione di gonfiore possono indicare che l’articolazione è in sofferenza e richiede attenzione.

Movimento e controllo del peso

La cartilagine non dispone di vasi sanguigni diretti e riceve nutrimento dai fluidi articolari anche grazie al movimento. Un’attività regolare e a basso impatto, come camminare, nuotare o andare in bicicletta, favorisce la distribuzione dei nutrienti e la rimozione delle scorie metaboliche. Il movimento stimola inoltre la produzione di liquido sinoviale, contribuendo al funzionamento delle strutture interne.

Il rinforzo della muscolatura che sostiene le articolazioni può ridurre il carico a cui sono sottoposte. Per le ginocchia, un ruolo importante spetta in particolare ai quadricipiti, che aiutano ad assorbire parte dello sforzo. Anche il controllo del peso corporeo è rilevante, perché i chili in eccesso aumentano la pressione su ginocchia e anche durante i passi quotidiani.

Se gli schiocchi non sono accompagnati da dolore, calore locale o difficoltà nei movimenti, non è generalmente necessario interrompere le normali attività. È invece opportuno rivolgersi al medico di medicina generale quando il rumore compare all’improvviso dopo un trauma o quando si associa a gonfiore visibile, rigidità prolungata o sensazione di blocco. In questi casi il medico può valutare i sintomi e indicare il percorso più adeguato.