La pasta in bianco, con un filo d’olio e una spolverata di parmigiano, è spesso uno dei piatti più rassicuranti per i bambini. Lo stesso vale per riso, pesce o carne preparati in modo semplice e senza condimenti elaborati. Questa preferenza per alimenti dal gusto e dall’aspetto facilmente riconoscibili, spiegano gli esperti, è comune durante l’infanzia e non dovrebbe trasformare il momento del pasto in una sfida quotidiana.
La familiarità aiuta ad accettare il cibo
Secondo Marco Bianchi, divulgatore scientifico per la Fondazione Umberto Veronesi, ai più piccoli non piacciono particolarmente i piatti percepiti come confusi o troppo elaborati. Anche se i bambini possono essere attratti dai colori in altri contesti, a tavola tendono a mostrarsi più prudenti e a scegliere ciò che già conoscono.
Il pediatra Massimo Cordini osserva che, nell’alimentazione, molti bambini sono monotoni e sospettosi verso le novità. Pasta e riso bianchi possono quindi rappresentare una sicurezza, proprio perché hanno caratteristiche prevedibili. Il rifiuto iniziale di un alimento diverso non indica necessariamente un problema e, nella maggior parte dei casi, rientra nei comportamenti considerati normali.
Quando evitare le pressioni
Un equivoco frequente riguarda l’idea che mangiare sempre in bianco sia, in generale, più salutare per i bambini. Il riso bianco con un filo d’olio può essere adatto quando il piccolo non è stato bene o ha avuto una gastroenterite. Una volta superato il disturbo, però, non c’è motivo di mantenere per giorni un’alimentazione simile a quella proposta durante la convalescenza.
Se il bambino non mostra interesse per altri alimenti, il consiglio è di non insistere e di non trasformare il pasto in una guerra. Continuare a proporre senza sosta ricette sempre diverse può essere faticoso e, in alcuni casi, determinate preferenze possono durare anche fino all’adolescenza. L’obiettivo non è forzare l’assaggio, ma mantenere un approccio sereno.
Alcuni accorgimenti possono comunque favorire la curiosità. Un condimento o un sughetto possono essere serviti a parte, così il bambino può scegliere se provarli senza trovarsi davanti a un piatto già mescolato. Può accadere, per esempio, che rifiuti pasta e piselli insieme, ma accetti i due alimenti separatamente.
Un altro suggerimento è coinvolgere i bambini nella preparazione. Toccare gli ingredienti, osservare le trasformazioni del cibo, da crudo a cotto o da intero a frullato, e partecipare alle diverse fasi in cucina può rappresentare un’occasione per avvicinarli gradualmente a sapori nuovi. L’articolo è stato aggiornato il 3 settembre 2026.