Cura cutanea

Pelle secca dopo i 50 anni: le abitudini da evitare

Acqua tiepida, prodotti delicati e crema sulla superficie umida aiutano a limitare la disidratazione.

Pelle secca dopo i 50 anni: le abitudini da evitare

Con l’avanzare dell’età la pelle tende a diventare più sottile, fragile e meno elastica. Dopo i 50 anni diminuisce gradualmente la produzione di sebo e di acido ialuronico naturale, sostanze che contribuiscono a trattenere l’acqua nei tessuti. Nelle donne, il calo degli estrogeni associato alla menopausa può accelerare il processo; negli uomini la perdita di idratazione tende invece a essere più progressiva. La sensazione di pelle che tira e la lieve desquamazione sono disturbi comuni, ma alcune abitudini quotidiane possono accentuarli.

Tra i comportamenti più rilevanti ci sono le docce molto calde e l’uso di detergenti aggressivi. L’acqua ad alta temperatura può infatti ridurre i lipidi naturali che proteggono l’epidermide. Se a questo si aggiungono prodotti schiumogeni con tensioattivi aggressivi, la barriera cutanea si impoverisce e diventa meno efficace nel trattenere l’umidità.

Come ridurre la secchezza durante l’igiene

Per limitare il problema è consigliabile preferire acqua tiepida e contenere la durata della doccia tra cinque e dieci minuti. I detergenti oleosi o per affinità, privi di profumi sintetici e di sostanze troppo aggressive, risultano più adatti a una routine delicata. Anche il modo in cui ci si asciuga è importante: il telo va appoggiato e usato per tamponare, evitando di strofinare la superficie cutanea e di provocare microtraumi.

L’idratazione dipende inoltre dalle abitudini alimentari e dall’ambiente in cui si vive. Con l’età lo stimolo della sete può attenuarsi, favorendo una riduzione dell’apporto di liquidi. Bere con regolarità durante la giornata contribuisce a fornire ai tessuti l’acqua necessaria. A tavola, olio extravergine d’oliva, frutta secca e pesce azzurro apportano acidi grassi essenziali, coinvolti nel mantenimento delle membrane cellulari e della barriera cutanea.

Anche il microclima domestico può incidere sulla disidratazione. L’aria troppo secca, legata ai riscaldamenti in inverno o al condizionamento in estate, accelera l’evaporazione dell’acqua dalla superficie. Un umidificatore ambientale nelle stanze più frequentate può contribuire a mantenere condizioni più favorevoli.

La crema entro tre minuti dalla doccia

Il momento dell’applicazione dell’idratante può influire sull’efficacia del trattamento. La cosiddetta regola dei tre minuti consiste nello stendere la crema entro questo intervallo dalla doccia, quando la superficie è ancora leggermente umida. In questo modo i principi attivi possono trattenere l’umidità residua e contribuire a sigillarla nell’epidermide.

Per la scelta dei prodotti si possono valutare formule con ceramidi, glicerina o burro di karité, sostanze che richiamano la composizione del film idrolipidico naturale. Se la secchezza è accompagnata da prurito intenso, arrossamenti o fessurazioni dolorose, è opportuno rivolgersi al medico di medicina generale. Questi sintomi possono richiedere una valutazione per verificare la presenza di dermatiti o di altre condizioni sottostanti.