Le otiti sono tra i disturbi più comuni nei cani e non sempre dipendono da una scarsa igiene. Cattivo odore, cerume e prurito possono infatti essere il segnale di una condizione più complessa, associata ad allergie, dermatiti o a un’alimentazione non adeguata. A spiegarlo è Giuliano Pellegrini, medico veterinario specialista del Gruppo Ca’ Zampa.
Il condotto uditivo del cane è lungo e poco ventilato: questa conformazione favorisce l’accumulo di umidità e la proliferazione di batteri e lieviti. Alcune razze risultano inoltre più predisposte alle infiammazioni. Un orecchio sano dovrebbe apparire rosato, con poco cerume e senza odori intensi. Secrezioni brunastre, prurito, dolore e il frequente scuotimento della testa sono invece segnali da non trascurare.
Cause e segnali da osservare
Le otiti possono avere un’origine allergica ed essere legate a pollini, acari, pulci o altri allergeni ambientali. Anche la dieta può contribuire alla comparsa di problemi cutanei e auricolari: alcuni cani reagiscono a ingredienti come pollo, manzo, latticini o cereali sviluppando dermatiti e infiammazioni ricorrenti.
In questi casi il veterinario può valutare una dieta a eliminazione e, quando lo ritiene opportuno, prescrivere grassi omega 3 presenti nell’olio di pesce, indicati nel testo come sostegno per ridurre l’infiammazione e migliorare la salute della pelle. Le orecchie, però, non vanno pulite troppo spesso: il cerume svolge una funzione protettiva e una detersione eccessiva può irritare la cute. È preferibile controllarle con regolarità e utilizzare soltanto prodotti veterinari specifici quando necessario.
Dolore improvviso e otite acuta possono essere provocati anche dai forasacchi, semi secchi delle graminacee selvatiche che, soprattutto durante l’estate, possono penetrare nel condotto uditivo. Per la pulizia non devono essere usati cotton fioc, alcool o rimedi fai da te. In presenza di dolore, odore sgradevole o secrezioni persistenti è necessario rivolgersi al veterinario.
Quando controllare l’udito
Otiti croniche e invecchiamento possono portare a una riduzione dell’udito o alla sordità. Un cane con ipoacusia può non rispondere al richiamo e spaventarsi più facilmente quando viene toccato, soprattutto se non si è accorto della presenza della persona. Per una valutazione affidabile sono indicati esami come l’otoscopia, la visita neurologica e il test BAER.
Anche un cane che sente poco può condurre una vita serena. È utile ricorrere a segnali visivi, evitare di sorprenderlo mentre dorme e mantenere routine prevedibili. Fuori dagli ambienti abituali va gestito con particolare cautela, perché potrebbe non percepire alcuni pericoli. La prevenzione passa infine da controlli regolari, alimentazione equilibrata e corretta gestione delle allergie, così da limitare il rischio di infiammazioni croniche.
Tra le razze considerate più predisposte ci sono il barboncino, per la crescita dei peli nelle orecchie, il bulldog francese, per la conformazione del canale uditivo, e cocker e labrador, associati a una produzione abbondante di sebo.