Durante la menopausa può capitare di avvertire l’addome teso, pesante e più gonfio del solito. La variazione degli ormoni, in particolare degli estrogeni, può influenzare la motilità dell’apparato digerente, rallentando i processi digestivi. A questo si possono aggiungere una diversa distribuzione del grasso corporeo e una maggiore ritenzione di liquidi.
La camminata è spesso indicata come un’attività utile per stimolare il transito intestinale e favorire la circolazione. Tuttavia, alcuni comportamenti durante l’attività possono ridurne i benefici o accentuare la sensazione di tensione addominale. Tra gli aspetti da osservare ci sono il modo di respirare, l’assetto del corpo e il rapporto tra pasto, intensità e durata dell’uscita.
Respirazione e postura durante il movimento
Aumentando il passo o affrontando una salita, è possibile iniziare a respirare in modo affannoso, irregolare o superficiale. Questo schema limita il lavoro del diaframma e può favorire l’ingestione involontaria di aria, l’aerofagia, che contribuisce alla dilatazione dell’addome. Mantenere un ritmo più profondo e regolare, privilegiando quando possibile la respirazione nasale, aiuta a rendere il movimento più fluido e sostiene la naturale attività intestinale.
Anche una postura chiusa può incidere sulla dinamica della parete addominale e del bacino. Spalle incurvate in avanti e sguardo rivolto continuamente verso il basso limitano l’escursione del diaframma e modificano il sostegno dei muscoli addominali. Durante la passeggiata è preferibile mantenere la colonna allungata verso l’alto, guardare davanti a sé e lasciare oscillare liberamente le braccia. Un corretto allineamento posturale può ridurre la percezione di compressione e tensione.
Il momento giusto e l’intensità
Una camminata leggera dopo i pasti può aiutare a regolare la glicemia e favorire lo svuotamento gastrico. Al contrario, uno sforzo intenso a stomaco pieno può creare disagio perché il flusso sanguigno viene indirizzato maggiormente verso i muscoli, con possibili sintomi come nausea o crampi. È quindi consigliabile scegliere un’andatura moderata, che permetta di parlare senza affanno, evitando di spingersi oltre le proprie capacità.
Anche lo stress e un’attività fisica svolta costantemente a intensità troppo elevata possono aumentare i livelli di cortisolo, ormone associato a una maggiore ritenzione idrica. Nella routine quotidiana è utile inoltre evitare pantaloni o cinture troppo stretti in vita, che aumentano la pressione sull’addome. Bere piccoli sorsi d’acqua prima e dopo l’uscita contribuisce a contrastare la disidratazione, che può rendere le feci più compatte e rallentare il transito intestinale.
Per la camminata si possono prevedere sessioni di 30-40 minuti al giorno, utilizzando calzature adeguate e scegliendo un ritmo sostenibile. Se il gonfiore persiste a lungo oppure compare insieme a dolore acuto, è opportuno rivolgersi al medico di medicina generale per una valutazione complessiva.