Alimentazione

Gonfiore addominale, perché il riso bianco può aiutare

La scelta di amidi facilmente assimilabili e alcuni accorgimenti a tavola possono ridurre la fermentazione intestinale.

Gonfiore addominale, perché il riso bianco può aiutare

Quando dopo i pasti compaiono spesso tensione e gonfiore addominale, tra le opzioni considerate più facilmente digeribili c’è il riso bianco. La versione raffinata contiene poca fibra e, secondo il testo, viene assorbita con maggiore facilità rispetto ad altre fonti di carboidrati, con un rischio ridotto di favorire la produzione di gas intestinali.

La ragione è legata alla struttura dei suoi amidi. Gli enzimi presenti nella saliva e nel succo pancreatico scompongono rapidamente i carboidrati in zuccheri semplici, che vengono assorbiti quasi interamente nella prima parte dell’intestino tenue. Di conseguenza, al colon arrivano quantità limitate di residui non digeriti. Il riso bianco può quindi rappresentare una scelta temporanea per chi avverte una particolare sensibilità digestiva.

Il ruolo di fibre e FODMAP

Il meccanismo è diverso per gli alimenti ricchi di fibre o di carboidrati a catena corta, noti come FODMAP. Queste sostanze possono raggiungere il colon, dove la flora batterica le fermenta producendo gas, tra cui idrogeno e metano. La fermentazione viene indicata come una delle cause della sensazione di tensione e dell’aumento del volume addominale dopo il pasto.

Nei periodi di maggiore sensibilità possono essere valutate anche altre fonti di amido. Le patate pelate e ben cotte risultano più semplici da assimilare, mentre crema di riso e tapioca costituiscono alternative al riso. Per chi consuma pasta, le versioni a base di riso o mais possono essere più gestibili rispetto a quelle tradizionali in alcune situazioni di sindrome dell’intestino irritabile o di digestione lenta. Il testo suggerisce invece di ridurre temporaneamente legumi, orzo, segale e cereali integrali ricchi di crusca.

Cottura e segnali da non trascurare

Anche la preparazione può incidere sulla tollerabilità. Cuocere riso e patate fino a renderli morbidi facilita il lavoro degli enzimi digestivi. È inoltre preferibile consumarli caldi o tiepidi: con il raffreddamento una parte dell’amido può trasformarsi in amido resistente, una frazione che non viene digerita nell’intestino tenue e può fermentare nel colon.

Un ulteriore accorgimento riguarda la masticazione. Mangiare lentamente e triturare a lungo gli alimenti, mescolandoli alla saliva, contribuisce ad avviare la scomposizione degli amidi già nella bocca. Queste indicazioni possono aiutare a gestire un fastidio occasionale, ma non sostituiscono una valutazione clinica quando il problema è ricorrente.

Il gonfiore va approfondito con il medico se compare insieme a perdita di peso involontaria, alterazioni dell’alvo o dolore addominale persistente. Una valutazione può servire a escludere condizioni come intolleranze specifiche, celiachia o sovrarescita batterica intestinale e a individuare un percorso alimentare adeguato alle esigenze individuali.