Tendini sotto carico

Dolore al gomito, come allenare le braccia senza aggravarlo

Le contrazioni statiche possono ridurre la sollecitazione articolare, ma vanno eseguite con prudenza e interrompendo l’attività in caso di segnali persistenti.

Dolore al gomito, come allenare le braccia senza aggravarlo

Una fitta al gomito durante il sollevamento di un manubrio può essere il segnale di una tendinopatia, spesso legata al sovraccarico prodotto da movimenti ripetuti. Continuare ad allenarsi ignorando il dolore può peggiorare la condizione dei tendini e allungare i tempi di recupero. Per questo, nella fase di maggiore sensibilità, può essere utile modificare temporaneamente il tipo di esercizio, senza rinunciare del tutto all’attività fisica.

I sollevamenti con i pesi richiedono continui cambiamenti nella lunghezza del muscolo. Durante la flessione e l’estensione del gomito, i tendini sono sottoposti a forze di trazione che possono riattivare il sintomo anche quando il carico è ridotto. La ripetizione del movimento dinamico, infatti, ripropone la sollecitazione a ogni esecuzione. Una possibile alternativa consiste nel ricorrere agli esercizi isometrici, che consentono di sviluppare forza mantenendo ferma l’articolazione.

Come funzionano le contrazioni statiche

Negli esercizi isometrici il muscolo si contrae senza modificare la posizione dell’articolazione. L’assenza di movimento permette di dosare lo sforzo in modo più controllato e di limitare gli eccessi di tensione sulle strutture del gomito. Secondo le indicazioni riportate nel testo, la contrazione statica può contribuire a gestire il dolore e ad aumentare gradualmente la tolleranza al carico durante l’allenamento. In questo modo si mantiene attiva la muscolatura mentre il tendine si adatta progressivamente.

Per i bicipiti si può utilizzare una cinghia di tessuto o un asciugamano robusto. Dopo averlo sistemato sotto i piedi e averne afferrato le estremità, si mantengono i gomiti piegati a novanta gradi e si tira verso l’alto senza muovere le articolazioni. La posizione deve restare stabile per alcuni secondi. Per coinvolgere la parte posteriore del braccio e le spalle, invece, si possono appoggiare i palmi delle mani al telaio di una porta e spingere verso l’esterno, mantenendo ferma la posizione.

Durata e precauzioni

Ogni spinta statica può essere mantenuta per 20-40 secondi, con quattro o cinque ripetizioni e pause adeguate tra le serie. Durante lo sforzo è importante respirare in modo regolare e non trattenere il fiato, così da evitare sbalzi della pressione sanguigna. L’intensità va comunque adattata alla propria condizione e i sintomi devono rimanere entro un livello tollerabile.

Se durante la contrazione il dolore aumenta in modo acuto, l’esercizio va interrotto. La stessa cautela è necessaria in presenza di gonfiore persistente attorno all’articolazione. In questi casi è consigliabile chiedere un parere al medico di medicina generale o a un fisioterapista, soprattutto prima di riprendere i movimenti dinamici con i pesi.