Salute anziana

Dimagrire dopo i 60 anni senza perdere forza e muscoli

Diete moderate, esercizi resistenti e proteine aiutano a tutelare autonomia e massa magra.

Dimagrire dopo i 60 anni senza perdere forza e muscoli

Dimagrire dopo i sessant’anni non significa che il corpo consumi automaticamente i muscoli al posto del grasso. Una dieta ipocalorica porta in genere a una perdita mista di grasso e massa magra, in proporzioni variabili. Il rischio più rilevante è che la riduzione dei tessuti non adiposi sia sproporzionata e si traduca in meno forza, equilibrio e autonomia, aspetti più importanti del semplice numero indicato dalla bilancia.

Peso, massa magra e muscolo non sono sinonimi. La bilancia somma liquidi, ossa, organi, tessuto adiposo e muscoli, ma non permette di capire da quale componente derivi il calo. Anche la massa magra misurata con strumenti impedenziometrici o con un esame DXA comprende acqua e altri tessuti non adiposi, oltre al muscolo scheletrico. Per questo, peso e indice di massa corporea considerati da soli non descrivono con precisione lo stato della muscolatura: sono più indicativi la forza e la funzione, come la capacità di alzarsi da una sedia senza aiuto.

Il rischio dipende dalle condizioni di partenza

Non esiste uno spartiacque biologico fissato a sessant’anni. Le persone anziane formano un gruppo eterogeneo: una persona di settantadue anni attiva e con una buona riserva muscolare può affrontare un percorso di riduzione del peso in modo molto diverso rispetto a una coetanea fragile, con mobilità ridotta o più malattie croniche. Il rischio di perdere una quota clinicamente importante di forza e funzione aumenta quando la riserva muscolare è già bassa, sono presenti limitazioni fisiche o il programma alimentare non prevede misure per proteggere i muscoli.

Il punto critico è spesso una restrizione energetica eccessiva. Una dieta molto rigida, soprattutto se prolungata, può aumentare la quota di massa magra persa rispetto al grasso. Le linee guida di nutrizione clinica per la popolazione anziana indicano, quando il dimagrimento è appropriato, un approccio moderato e graduale. Un deficit troppo ampio può accelerare la perdita muscolare senza garantire risultati migliori sul grasso nel lungo periodo. Inoltre, una dieta dimagrante non dovrebbe essere prescritta automaticamente a chi è anziano e in sovrappeso, senza valutare benefici e rischi individuali.

Allenamento e proteine per tutelare la funzione

Due strategie risultano particolarmente utili e funzionano meglio se combinate. La prima è l’allenamento contro resistenza, che può includere pesi, elastici ed esercizi a corpo libero eseguiti contro la gravità. Insieme a una dieta ipocalorica, questo tipo di attività aiuta a preservare la massa magra e può migliorare forza e funzione fisica più della sola restrizione calorica. Le evidenze disponibili confermano il valore degli interventi che associano alimentazione ed esercizio, anche se l’entità precisa dell’effetto sulla massa magra non è sempre definita.

La seconda strategia è garantire un apporto proteico sufficiente. Per le persone anziane le indicazioni parlano di almeno 1 grammo di proteine per chilogrammo di peso al giorno, con quantità da adattare al livello di attività, alle malattie presenti e alla funzione renale. Alcune revisioni hanno osservato una migliore conservazione della massa magra con apporti più elevati durante il dimagrimento, ma i risultati non sono uniformi e non è dimostrato che quantità molto alte siano necessarie per tutti.

Va distinta la riduzione di peso programmata, quando esiste una reale indicazione clinica, dal dimagrimento involontario. In una persona anziana, una perdita non intenzionale pari o superiore al 5% in sei-dodici mesi dovrebbe essere valutata da un medico, perché può essere il primo segnale di una malattia non ancora evidente. La stessa attenzione è necessaria in presenza di debolezza progressiva, difficoltà ad alzarsi, instabilità nella camminata, cadute o una diminuzione significativa dell’appetito.

Quando sono presenti fragilità, sospetta sarcopenia o patologie croniche, l’obiettivo non dovrebbe essere soltanto raggiungere un determinato peso. Il percorso deve puntare a preservare forza, mobilità, autonomia e qualità di vita. Una valutazione che consideri composizione corporea, forza e capacità funzionali, oltre a peso e indice di massa corporea, aiuta a capire se il programma sta producendo un beneficio reale.