Salute orale

Bocca secca di notte: non basta per capire la glicemia

Sete e segnali d’allarme: l’HbA1c restituisce una fotografia dei valori negli ultimi mesi.

Bocca secca di notte: non basta per capire la glicemia

Svegliarsi durante la notte con la bocca secca e il bisogno di bere può far pensare a un problema legato agli zuccheri nel sangue. Tuttavia, secchezza delle fauci e sete, prese singolarmente, non permettono di capire come sia andata la glicemia negli ultimi mesi. Possono comparire in presenza di valori molto elevati, ma hanno anche numerose altre spiegazioni. Allo stesso modo, la loro assenza non esclude un’alterazione glicemica.

Bocca secca e sete sono disturbi diversi

La bocca secca, o xerostomia, è innanzitutto una sensazione soggettiva. Può essere avvertita anche quando le ghiandole salivari producono una quantità di saliva normale. La sete vera, chiamata in medicina polidipsia, è invece il bisogno fisiologico di bere quando l’organismo ha perso liquidi o li sta eliminando in eccesso.

La secchezza può accentuarsi durante il sonno perché la produzione di saliva raggiunge naturalmente i livelli più bassi nelle ore notturne. Anche respirare con la bocca aperta può peggiorare il disturbo. Tra le possibili cause rientrano inoltre farmaci e disidratazione serale, alcune malattie autoimmuni come la sindrome di Sjögren e gli esiti della radioterapia alla testa e al collo, indipendentemente dall’andamento della glicemia.

Quando servono controlli più approfonditi

Il sospetto di iperglicemia aumenta quando la sete intensa si associa a minzione frequente, visione offuscata, stanchezza marcata o perdita di peso non spiegata. Anche in questo caso si tratta di segnali da verificare e non di una diagnosi. Il diabete di tipo 2, inoltre, può rimanere silenzioso per anni e venire individuato durante analisi di routine, senza sintomi evidenti.

Per stabilire se esiste un problema servono esami, non sensazioni. In presenza di un quadro sintomatico completo, una glicemia plasmatica casuale pari o superiore a 200 mg/dL può soddisfare il criterio diagnostico. Se i sintomi non sono presenti, un risultato anomalo deve essere confermato con un secondo test, come la glicemia a digiuno, il carico orale di glucosio o l’emoglobina glicata.

La sete comparsa durante la notte può indicare, al massimo, ciò che sta accadendo in quel momento. Per valutare il controllo nel tempo si utilizza invece l’HbA1c, l’esame del sangue che riflette la media dei valori glicemici degli ultimi due o tre mesi. Nelle persone già in cura, il controllo dovrebbe essere eseguito almeno due volte l’anno e più spesso, anche ogni tre mesi, quando gli obiettivi non sono raggiunti o la terapia è stata modificata.

Un singolo controllo notturno con il glucometro può rilevare un rialzo puntuale, ma non sostituisce la valutazione complessiva. Inoltre, un valore medio apparentemente adeguato può nascondere oscillazioni importanti. La xerostomia è frequente nelle persone con diabete di tipo 2: una revisione ha stimato una prevalenza intorno al 42%, senza però rilevare differenze significative in relazione al livello di HbA1c. Per questo non può essere usata per stimare l’emoglobina glicata nel singolo caso.

Una bocca secca persistente merita comunque attenzione anche quando il diabete non c’entra. La riduzione della saliva può favorire carie e demineralizzazione, rendere più difficile parlare o deglutire e ostacolare il controllo delle infezioni del cavo orale. Una valutazione medica o odontoiatrica può chiarire da quanto tempo dura il problema, quali farmaci vengono assunti e se durante il sonno si respira abitualmente con la bocca aperta.

È invece necessario chiedere assistenza urgente se sete intensa o marcata secchezza si accompagnano a nausea, vomito, dolore addominale, respiro rapido o profondo, alito dall’odore fruttato, forte stanchezza o confusione. L’insieme di questi segnali può richiedere l’esclusione di una chetoacidosi diabetica, più frequente nel diabete di tipo 1 ma possibile anche nel tipo 2. La sete isolata, invece, non è sufficiente per formulare una diagnosi.