Dormire anche otto ore a notte non sempre è sufficiente per sentirsi riposati al risveglio. Se la sensazione di spossatezza persiste, infatti, la causa non va ricercata necessariamente nella quantità di sonno. A incidere possono essere anche lo stress, i ritmi intensi, un’alimentazione poco equilibrata e un recupero non ottimale.
A fare il punto è Simonetta Marucci, endocrinologa, secondo cui l’energia dell’organismo dipende da più fattori e non soltanto dal tempo trascorso a letto. Per questo, nei periodi di maggiore affaticamento, non è sufficiente cercare una soluzione che dia una spinta immediata: l’obiettivo dovrebbe essere favorire il ritorno a un equilibrio complessivo.
Il possibile ruolo degli estratti vegetali
Tra le sostanze di interesse vengono citati gli estratti vegetali ad azione tonica. Un esempio è la Morinda citrifolia, conosciuta anche come Noni. Il suo succo contiene diversi composti e micronutrienti ed è apprezzato per le proprietà tonico-adattogene e antiossidanti. Può quindi essere preso in considerazione come sostegno nei periodi di stanchezza fisica e mentale.
Il riferimento a queste sostanze non deve però far pensare a un’alternativa alle abitudini salutari. Le vitamine del gruppo B partecipano al normale metabolismo energetico, mentre alcuni micronutrienti contribuiscono alla riduzione di stanchezza e affaticamento. La base resta comunque un’alimentazione varia ed equilibrata, mentre l’integrazione va considerata soltanto un supporto.
Le abitudini da cui ripartire
Per recuperare energia, la strategia indicata parte dai fondamentali: sonno di qualità, alimentazione equilibrata, movimento e una corretta gestione dello stress. Sono elementi che concorrono al benessere generale e che vanno considerati insieme, senza concentrarsi su un unico aspetto.
Nei momenti di maggiore affaticamento si può valutare un sostegno mirato con sostanze toniche e antiossidanti, tenendo presente che l’integrazione non sostituisce uno stile di vita sano. L’obiettivo, sottolinea l’endocrinologa, non è spingere artificialmente l’organismo, ma accompagnarlo nel recupero della sua naturale vitalità.