Un consumo quotidiano di lenticchie può essere associato a cambiamenti favorevoli in alcuni parametri metabolici. È quanto emerge da uno studio randomizzato condotto su 38 adulti con una circonferenza della vita aumentata, seguiti per 12 settimane attraverso due diversi programmi alimentari.
Nel gruppo che consumava lenticchie, il colesterolo LDL e totale misurato a digiuno è diminuito rispetto al gruppo di confronto. Dopo il pasto, inoltre, i ricercatori hanno osservato una risposta più contenuta della glicemia e valori inferiori di IL-17 e IL-1β, due sostanze considerate nello studio come indicatori dell’infiammazione.
Il confronto tra i due gruppi
I partecipanti ricevevano sette pasti preparati per il pranzo ogni settimana. Un gruppo consumava complessivamente 980 grammi di lenticchie verdi cotte a settimana, mentre l’altro seguiva pasti a base di carne, senza lenticchie. I ricercatori hanno confrontato i valori rilevati all’inizio e alla fine dell’intervento, distinguendo le misurazioni a digiuno dalla risposta dell’organismo dopo il pasto.
Le differenze osservate nell’analisi erano statisticamente significative. I dati disponibili, tuttavia, non consentono di stabilire in modo semplice quanti punti di colesterolo o di glicemia siano cambiati mediamente. Questo elemento rende più difficile valutare l’entità concreta del beneficio nella vita quotidiana.
Lo studio ha preso in esame anche gli eventuali disturbi gastrointestinali, attraverso un questionario compilato una volta alla settimana. Le risposte non sono risultate diverse tra i due gruppi e i sintomi segnalati sono stati classificati come assenti o lievi. Nel campione analizzato, quindi, i pasti con lenticchie non sono stati associati a una maggiore frequenza di disturbi rispetto ai pasti di confronto.
Che cosa indicano i risultati
Il risultato riguarda condizioni precise: un gruppo ristretto di adulti, un programma alimentare preparato e una durata di 12 settimane. Non dimostra che qualsiasi quantità di lenticchie, consumata in ogni contesto, produca gli stessi effetti.
Gli autori ipotizzano che i pasti a base di lenticchie possano contribuire a ridurre il rischio di malattie metaboliche. Si tratta però di un’interpretazione da approfondire, non di un esito misurato direttamente dalla ricerca. Lo studio ha valutato valori del sangue e sintomi gastrointestinali, non la comparsa, il miglioramento o la progressione di una malattia.
In sintesi, nelle condizioni analizzate, il consumo quotidiano di lenticchie è stato associato a valori più favorevoli di alcuni indicatori metabolici rispetto a pasti senza lenticchie, senza differenze nei disturbi gastrointestinali riferiti. Restano da chiarire la dimensione pratica dell’effetto e le eventuali conseguenze sulla salute nel lungo periodo.