Salute polmonare

Papa Leone XIV, adenocarcinoma: cosa accade dopo l’operazione

Il decorso prevede drenaggio, ginnastica respiratoria e ulteriori esami per definire il trattamento

Papa Leone XIV, adenocarcinoma: cosa accade dopo l’operazione

Il bollettino del Gemelli ha confermato la diagnosi di adenocarcinoma polmonare per Papa Leone XIV. Il Pontefice è stato sottoposto a una lobectomia inferiore destra videoassistita, un intervento con cui è stato rimosso il lobo inferiore del polmone destro. L’operazione si è conclusa senza complicanze e, secondo le fonti vaticane, i medici non hanno indicato al momento un trattamento chemioterapico.

L’intervento è durato circa 90 minuti, mentre il Papa è rimasto in sala operatoria per circa tre ore, compreso il periodo dedicato alle fasi preparatorie e di risveglio. L’esame istologico estemporaneo ha confermato l’adenocarcinoma già ipotizzato dagli accertamenti preoperatori. Il nodulo, riferiscono le fonti vaticane, è stato rimosso completamente. Dopo un breve periodo di osservazione, il Pontefice si è risvegliato regolarmente ed è rientrato nella sua stanza. Il decorso postoperatorio dovrebbe durare circa una settimana.

Il recupero dopo la lobectomia

Nelle ore successive all’operazione il percorso prevede il monitoraggio clinico e la presenza di un tubo di drenaggio, necessario per favorire la riespansione del polmone. Dopo uno o due giorni può iniziare la fisiokinesiterapia, una forma di ginnastica respiratoria che aiuta a mobilizzare il paziente, a evitare il ristagno delle secrezioni e a sostenere la ripresa della funzionalità polmonare.

Claudio Micheletto, direttore dell’Unità operativa complessa di Pneumologia dell’Azienda ospedaliera universitaria di Verona e membro del direttivo dell’Associazione italiana pneumologi ospedalieri, spiega che il drenaggio viene generalmente mantenuto per due o tre giorni. Una volta rimosso, la ferita viene chiusa con un punto di sutura e, se le condizioni lo consentono, il paziente può essere dimesso. L’obiettivo è favorire una ripresa graduale del movimento, riducendo il più possibile il tempo trascorso a letto.

Che cos’è l’adenocarcinoma polmonare

L’adenocarcinoma è il più comune tumore del polmone non a piccole cellule e rappresenta circa il 60% dei casi. Si sviluppa soprattutto nelle aree periferiche dell’organo, interessando in particolare i bronchi di piccolo calibro e gli alveoli. Può comparire sia nei fumatori sia nei non fumatori e non è necessariamente legato al consumo di tabacco.

Nelle fasi iniziali può non provocare sintomi evidenti e la diagnosi può arrivare durante esami di controllo. Quando la malattia è più avanzata, possono comparire tosse persistente, anche secca, sangue nell’espettorato, affanno, dolore toracico, debolezza, febbre e perdita di peso. Tra i fattori di rischio rientrano il fumo attivo e passivo e l’esposizione ad amianto, arsenico, radon e nichel.

Le decisioni terapeutiche dipendono dallo stadio della malattia, dalle caratteristiche del tumore e dalle condizioni generali del paziente. Dopo la chirurgia saranno quindi importanti l’esame istologico definitivo, la valutazione dei linfonodi e la profilazione molecolare. In base ai risultati, il trattamento può includere chirurgia, radioterapia, chemioterapia, farmaci a bersaglio molecolare o immunoterapia. Per il Pontefice, le fonti vaticane non hanno riferito indicazioni di chemioterapia; il percorso successivo sarà stabilito dall’équipe multidisciplinare del Gemelli.