Lo yogurt greco può sembrare una scelta semplice, ma le diverse versioni al miele, alla vaniglia o alla frutta hanno profili nutrizionali differenti. Per chi convive con il diabete o presenta un rischio maggiore, il dato da verificare con attenzione è quello degli zuccheri aggiunti. Le linee guida raccomandano infatti di limitare gli alimenti che li contengono, senza però considerare lo yogurt greco, in quanto tale, un alimento problematico.
La difficoltà nasce dalla lettura della tabella nutrizionale. La voce «di cui zuccheri», riportata sotto i carboidrati, comprende sia gli zuccheri naturalmente presenti nel latte sia quelli eventualmente aggiunti dal produttore. Per questo anche uno yogurt bianco senza dolcificanti può riportare un valore superiore a zero. A differenza di quanto avviene negli Stati Uniti, dove esiste una riga specifica per gli zuccheri aggiunti, nella dichiarazione nutrizionale obbligatoria dell’Unione europea questa distinzione non compare.
Dove cercare gli zuccheri aggiunti
L’informazione va quindi cercata nell’elenco degli ingredienti. In Europa gli ingredienti sono indicati, salvo alcune eccezioni, in ordine decrescente di peso. La presenza di zucchero, destrosio, miele o sciroppi segnala un apporto di zuccheri aggiunti. Miele e sciroppi non sono un’alternativa priva di zuccheri: la loro posizione nell’elenco indica soltanto il peso relativo rispetto agli altri ingredienti, non la quantità contenuta nel vasetto.
La dicitura «senza zuccheri aggiunti» indica che il produttore non ha inserito zuccheri semplici o altri ingredienti impiegati per addolcire. Restano, tuttavia, gli zuccheri naturalmente presenti nel latte. La frase descrive quindi la ricetta e non garantisce una risposta specifica della glicemia. Gli edulcoranti sono un elemento diverso dagli zuccheri aggiunti e, secondo le linee guida citate, il loro impiego dovrebbe essere moderato e di breve periodo in sostituzione di prodotti zuccherati.
Il calcolo va fatto sulla porzione
Per confrontare prodotti diversi è utile partire dai valori riferiti a 100 grammi, presenti sulle etichette europee. Successivamente bisogna considerare il peso effettivo del vasetto: se contiene 150 grammi, i valori indicati per 100 grammi vanno aumentati della metà. Questo consente di stimare la quantità complessiva di carboidrati e zuccheri realmente assunta.
Nel diabete di tipo 1 e di tipo 2, il conteggio dei carboidrati è una componente importante della gestione della glicemia. Gli zuccheri aggiunti rappresentano però soltanto una parte del totale, che comprende anche quelli naturalmente presenti nel latte. Chi utilizza insulina ai pasti dovrebbe stabilire con il team curante come inserire lo yogurt nel calcolo della dose, sulla base del proprio piano individuale.
Le prove disponibili non permettono infine di concludere che lo yogurt greco protegga dal diabete. La FDA ha giudicato limitate le evidenze sull’associazione tra consumo di yogurt e minore rischio di diabete di tipo 2: si tratta di studi osservazionali, con risultati non uniformi e senza dimostrazione di un rapporto di causa ed effetto. La scelta di un prodotto senza zuccheri aggiunti è coerente con le raccomandazioni, ma il beneficio specifico sulla glicemia di questa sostituzione non è stato misurato.