Intestino

Dolicocolon: che cos’è e quando i sintomi richiedono controlli

La conformazione allungata del colon non spiega necessariamente stitichezza, gonfiore e dolore: ecco come viene valutata.

Dolicocolon: che cos’è e quando i sintomi richiedono controlli

Stitichezza ricorrente, addome gonfio e dolore che si ripresenta possono spingere a cercare una spiegazione nel dolicocolon. Il termine, però, non indica una malattia né un disturbo specifico: descrive una conformazione anatomica, caratterizzata da un colon più lungo del solito e dalla presenza di anse ridondanti, cioè curve e pieghe aggiuntive.

La stessa conformazione può essere presente anche in persone che non hanno problemi intestinali. Per questo, i sintomi da soli non permettono di riconoscere il dolicocolon né di stabilire che sia la causa dei disturbi. Stitichezza, gonfiore e dolore addominale sono infatti comuni a molte condizioni diverse. Inoltre, non esiste ancora un criterio radiologico condiviso per classificare con precisione le varie forme.

Una conformazione che non basta a spiegare i disturbi

In alcuni casi il dolicocolon può essere presente dalla nascita, mentre la ricerca più recente considera possibile che in altre persone compaia o si accentui nel tempo. Anche la sua frequenza resta incerta, perché molte stime provengono da pazienti già sottoposti a valutazioni per problemi intestinali.

Il collegamento fra anse ridondanti, transito lento e stitichezza è stato osservato in alcuni studi, ma non dimostra un rapporto diretto di causa ed effetto. Negli adulti non è ancora chiaro se la conformazione venga prima dei sintomi, se ne sia una conseguenza o se contribuisca soltanto in parte. La stitichezza, inoltre, non coincide soltanto con una riduzione della frequenza delle evacuazioni: può comprendere anche feci dure o difficili da espellere e la sensazione di non essersi svuotati completamente.

Disturbi simili possono dipendere da farmaci, dalla sindrome dell’intestino irritabile con stitichezza o da una difficoltà di coordinazione dei muscoli del pavimento pelvico. Per verificare la conformazione del colon servono esami di immagine, come una TC dell’addome o uno studio radiologico con mezzo di contrasto. Non è però necessario che tutte le persone stitiche si sottopongano a questi accertamenti: la scelta dipende dal quesito clinico.

Esami, trattamenti e segnali d’allarme

Quando la stitichezza persiste nonostante le cure, la valutazione può includere test della funzione anorettale e dell’avanzamento delle feci nel colon. Questi esami aiutano a individuare il meccanismo del problema, evitando di attribuirlo automaticamente alla lunghezza dell’intestino. La terapia viene scelta in base ai sintomi e alla causa identificata.

Negli adulti con stitichezza cronica idiopatica, cioè senza una causa riconosciuta, può essere raccomandato il polietilenglicole, un lassativo che agisce sulla stitichezza e non modifica la conformazione del colon. Anche la chirurgia non è indicata per la sola presenza di un dolicocolon: l’intervento viene preso in considerazione soltanto in pazienti selezionati, dopo aver confermato un transito lento ed escluso un disturbo dell’evacuazione.

Una possibile complicanza è il volvolo, cioè la torsione su se stesso di un tratto ridondante del colon. Non rappresenta l’esito abituale della conformazione, ma alcuni segnali richiedono una valutazione urgente: dolore con addome molto gonfio e teso, vomito, impossibilità di evacuare o di emettere gas. Meritano inoltre attenzione medica il sangue nelle feci, l’anemia e un dimagrimento non intenzionale.

Se un referto segnala un dolicocolon, la definizione descrive com’è fatto l’intestino, non come funziona. A guidare gli eventuali approfondimenti devono essere l’andamento dei disturbi, la risposta ai trattamenti e la presenza di segnali compatibili con un’occlusione intestinale.