Salute cerebrale

Supporto sociale e stress: effetti sulla mente dopo i 50 anni

Una ricerca su quasi 3.900 adulti collega la rete relazionale alla capacità di mantenere l’attenzione, con risultati diversi sul carico prolungato.

Supporto sociale e stress: effetti sulla mente dopo i 50 anni

Quali fattori possono influenzare le capacità cognitive con l’avanzare dell’età? Un nuovo studio ha analizzato il possibile ruolo di due aspetti della vita quotidiana: lo stress cronico e il supporto sociale. La ricerca ha seguito quasi 3.900 adulti di 50 anni o più, tutti senza demenza all’inizio dell’osservazione, valutando nel tempo attenzione, memoria, linguaggio e funzioni esecutive.

I partecipanti hanno riferito il livello di difficoltà persistenti percepite nella propria vita e quanto si sentissero sostenuti dalle persone vicine. I ricercatori hanno poi verificato se questi elementi fossero associati a un peggioramento più rapido di specifiche funzioni cognitive. Si tratta di uno studio osservazionale, basato quindi sull’analisi di associazioni e non sulla dimostrazione di un rapporto diretto di causa-effetto.

Il ruolo delle relazioni e dello stress

Il risultato più consistente riguarda il supporto sociale. Le persone che all’inizio dello studio descrivevano una rete di sostegno più solida tendevano a conservare meglio l’attenzione nel corso del tempo. L’associazione è emersa in modo abbastanza uniforme, senza differenze evidenti tra uomini e donne o tra i gruppi etnici esaminati.

Il quadro relativo allo stress cronico è invece più articolato. Considerando l’intero gruppo, non è stata osservata un’associazione generale con un declino cognitivo più rapido. Analizzando però i sottogruppi, livelli più elevati di stress risultavano collegati, nelle donne, a un andamento peggiore di attenzione e linguaggio. Tra i partecipanti ispanici, lo stress maggiore era associato a una più accentuata perdita di memoria nel tempo.

Quando i due fattori sono stati valutati contemporaneamente, i risultati sono rimasti sostanzialmente invariati. Questo lascia pensare che supporto sociale e stress possano agire in modo indipendente. Avere relazioni affidabili può dunque rappresentare una risorsa, ma non sembra annullare automaticamente le conseguenze associate a una situazione di pressione prolungata.

Che cosa indicano i dati

Lo studio richiama l’attenzione su elementi spesso meno considerati quando si parla di invecchiamento cognitivo, accanto a fattori come pressione alta, diabete e attività fisica. Coltivare legami significativi e cercare, quando possibile, di ridurre lo stress sono obiettivi utili per la salute generale. Non costituiscono però una garanzia contro il declino delle capacità mentali.

I risultati devono essere interpretati con prudenza. Stress e sostegno sociale sono stati misurati attraverso questionari e dipendono quindi dalle risposte dei partecipanti. Inoltre, il gruppo analizzato presentava mediamente livelli di stress non elevati e un supporto sociale relativamente alto: i dati potrebbero perciò non essere applicabili nello stesso modo a popolazioni con caratteristiche diverse.

La ricerca suggerisce infine che l’evoluzione delle funzioni cognitive sia legata anche al contesto in cui le persone vivono, alle pressioni che affrontano e alle risorse relazionali su cui possono contare. Saranno necessari ulteriori studi per chiarire questi rapporti e capire meglio quanto incidano sulle diverse abilità mentali.

Il lavoro, intitolato Chronic stress, social support, and domain-specific cognitive decline in HABS-HD, è stato pubblicato sulla rivista Alzheimer s & Dementia. Il DOI dello studio è 10.1002/alz.71760.