Neuroscienze

Il cortisolo orienta la memoria verso i ricordi più intensi

Un esperimento su 26 adulti indica una preferenza per esperienze ad alto coinvolgimento, senza dimostrare un vantaggio generale.

Il cortisolo orienta la memoria verso i ricordi più intensi

Perché alcuni episodi restano impressi per anni mentre altri vengono dimenticati in poco tempo? Una possibile risposta arriva da uno studio che ha esaminato il ruolo del cortisolo, l’ormone associato alle situazioni di stress. I risultati indicano che, quando aumenta in modo acuto, il cervello può dare priorità alle esperienze percepite come più rilevanti o emotivamente coinvolgenti, invece di potenziare indistintamente ogni forma di memoria.

La ricerca ha coinvolto 26 adulti in uno studio crossover. Ogni partecipante ha preso parte a due sessioni separate: in una ha ricevuto idrocortisone, una sostanza in grado di aumentare il cortisolo, mentre nell’altra ha assunto un placebo. Durante la risonanza magnetica funzionale, i volontari osservavano immagini emotivamente coinvolgenti oppure neutre e indicavano il livello di attivazione provato. Il giorno successivo i ricercatori hanno verificato quali immagini fossero state ricordate.

Come cambia l’attività del cervello

Il dato centrale non è un generico aumento dell’attività cerebrale. In presenza di cortisolo, è cambiato soprattutto il modo in cui comunicavano alcune reti coinvolte nella valutazione degli stimoli e nella formazione dei ricordi. Le reti che individuano ciò che è saliente, cioè importante o emotivamente significativo, apparivano più stabili e attive. Quelle legate alla memoria, invece, mostravano una maggiore selettività per i contenuti emotivi.

I ricercatori hanno inoltre osservato una maggiore sovrapposizione e una coordinazione temporale più stretta tra le reti che segnalano l’arousal, l’attivazione emotiva, e quelle che sostengono la memoria. Secondo l’interpretazione dello studio, questo collegamento potrebbe favorire il passaggio dalla percezione di un’esperienza come significativa alla sua successiva conservazione. In altre parole, lo stress acuto sembra spingere il cervello a selezionare meglio i ricordi con una componente emotiva marcata, senza migliorare la memoria nel suo complesso.

Il risultato può aiutare a spiegare un’esperienza comune: ricordare con precisione un episodio intenso e avere invece difficoltà a ricostruire i dettagli ordinari di una giornata. Tuttavia, non significa che sottoporsi volontariamente allo stress sia una strategia utile per imparare. L’esperimento riguardava una condizione acuta e controllata in laboratorio, mentre lo stress cronico è associato a conseguenze differenti e spesso sfavorevoli per salute, sonno, umore e funzioni cognitive.

I limiti della ricerca

Lo studio resta circoscritto per numero di partecipanti e condizioni sperimentali. Gli stimoli emotivi avevano caratteristiche specifiche e l’attivazione osservata era moderata. Inoltre, non sono state misurate direttamente tutte le altre risposte fisiologiche coinvolte nello stress: per questo non è possibile separare completamente l’effetto del cortisolo da quello di altri sistemi biologici.

I risultati vanno quindi considerati un tassello di ricerca, non una regola generale. Non dimostrano che il cortisolo migliori la memoria in ogni situazione né autorizzano a cercare condizioni di tensione per ricordare meglio. Suggeriscono piuttosto che, nelle condizioni osservate, il cervello attribuisca maggiore priorità a ciò che appare emotivamente saliente. La ricerca originale, intitolata Dynamic brain mechanisms supporting salient memories under cortisol, è stata pubblicata su Science Advances, DOI 10.1126/sciadv.adz4143.