Guida pratica

Epilazione laser, come scegliere la tecnologia più adatta

Lunghezze d’onda, colori e sedute: indicazioni, limiti e precauzioni del trattamento.

Epilazione laser, come scegliere la tecnologia più adatta

L’epilazione laser si è evoluta con apparecchi progettati per adattarsi a diverse tonalità della pelle e dei peli. L’obiettivo è colpire il bulbo pilifero attraverso la melanina, riducendo progressivamente la ricrescita in aree come gambe, inguine, ascelle, mento e labbro superiore. Il risultato non è immediato: sono necessarie più sedute perché i peli non si trovano tutti nella stessa fase del ciclo di crescita.

Secondo Roxana Iaru, infermiera professionale esperta in tecnologia laser presso il Poliambulatorio Med di Padova, una delle novità più recenti è l’impiego combinato di quattro lunghezze d’onda: 755 nanometri, associati all’alessandrite, 808 e 940 nanometri, riconducibili ai laser a diodo, e 1064 nanometri, tipici del Nd-Yag. L’azione su livelli differenti dovrebbe consentire di trattare peli profondi o superficiali, spessi o sottili, scuri o più chiari, tenendo conto anche della carnagione.

Come funzionano le diverse lunghezze d’onda

Il laser Nd-Yag a 1064 nanometri penetra più in profondità e può agire anche sull’emoglobina contenuta nei piccoli vasi che alimentano il follicolo. L’approccio multimodale punta quindi sia alla melanina sia all’emoglobina. In alternativa alle piattaforme che riuniscono quattro emissioni, può essere utilizzato un protocollo rotazionale con alessandrite, diodo e Nd-Yag in sessioni differenti. Un studio multicentrico pubblicato nel 2025 su Photonics, citato dalla specialista, avrebbe rilevato una riduzione del 76% della densità dei peli dopo sei mesi, con una seduta mensile.

La differenza rispetto ai dispositivi impiegati nei centri estetici riguarda soprattutto la potenza. Gli apparecchi medicali possono risultare più efficaci, mentre quelli a bassa potenza consentono una riduzione più graduale e possono richiedere un numero maggiore di appuntamenti. Anche la luce pulsata, o IPL, non va confusa con il laser: è una sorgente a banda larga e meno precisa. Per l’IPL possono servire indicativamente 15, 20 o 25 sedute, contro le 5-10 riportate per il laser, con costi iniziali generalmente più accessibili.

Sicurezza, peli chiari e tempi del trattamento

La sicurezza dipende dalla corretta regolazione di potenza e profondità e dalla valutazione del fototipo. I sistemi più recenti possono includere dispositivi di raffreddamento e modalità di movimento continuo del manipolo, pensati per limitare calore e fastidio. Le pelli scure o mulatte possono essere trattate, ma la selezione dei parametri resta essenziale per ridurre il rischio di ustioni e alterazioni della pigmentazione.

I peli biondi, rossi molto chiari, bianchi o grigi sono più difficili da trattare perché contengono poco pigmento. L’alessandrite può essere indicata quando è ancora presente una certa quantità di melanina, mentre per i peli privi di pigmento la soluzione indicata nel testo è l’elettrodepilazione ad ago. La risposta, comunque, è soggettiva e può variare in base alla zona e alle caratteristiche individuali.

Il momento teoricamente più favorevole è la fase anagen, cioè quella di crescita, ma i follicoli attraversano il ciclo in tempi diversi. Per questo è necessario ripetere il trattamento. Le indicazioni riportate parlano di 6-8 sedute per le ascelle e spesso di 10 per l’area bikini, più influenzata dagli ormoni. Dopo ogni sessione è consigliato evitare calore intenso, saune, attività che provocano molta sudorazione, deodoranti alcolici, scrub e pinzette per 24-48 ore. La protezione solare SPF 50+ va mantenuta durante tutto il ciclo per contribuire a prevenire macchie e discromie.