La conclusione delle terapie oncologiche non coincide sempre con la fine dei disturbi legati alla malattia e ai trattamenti. In alcune persone persistono stanchezza, sonno frammentato e dolore, sintomi che possono limitare le attività quotidiane, il lavoro e la vita sociale. Uno studio ha valutato il possibile contributo di due pratiche che associano attenzione mentale e movimento nel percorso di recupero dopo la fase acuta del tumore.
La ricerca ha confrontato la mindfulness, cioè la meditazione di consapevolezza basata sull’attenzione al momento presente senza giudizio, con il Tai Chi e il Qigong. Queste ultime discipline prevedono movimenti lenti, controllo della respirazione e concentrazione. Lo studio ha coinvolto quasi 600 partecipanti con diversi tipi di cancro, che hanno potuto scegliere la pratica preferita oppure essere assegnati casualmente a uno dei gruppi.
Effetti su stanchezza e qualità del sonno
L’obiettivo era verificare se i due approcci potessero attenuare alcuni disturbi frequenti dopo i trattamenti, tra cui l’insonnia e la fatica persistente. I risultati indicano che sia la mindfulness sia il Tai Chi sono associati a una riduzione della stanchezza percepita rispetto all’assenza di un percorso specifico. La spossatezza post-trattamento può infatti ostacolare il ritorno alle consuete attività personali, lavorative e sociali.
Per il riposo notturno, il Tai Chi ha mostrato risultati particolarmente favorevoli. I partecipanti che lo hanno praticato hanno riferito una migliore qualità del sonno, con un riposo percepito come più profondo e rigenerante. Il dato è rilevante perché il sonno può influire sulla lucidità e sulla capacità di affrontare le difficoltà emotive della giornata.
Il rapporto con il dolore
La ricerca ha analizzato anche il modo in cui il dolore interferisce con la quotidianità. Secondo i dati, mindfulness e Tai Chi non riducono necessariamente l’intensità dello stimolo doloroso, ma possono modificare il suo impatto sulle attività abituali. Il disturbo, quindi, può diventare meno dominante nella gestione della giornata, pur senza scomparire.
Questo risultato suggerisce un possibile ruolo delle pratiche nel favorire una maggiore capacità di svolgere i propri compiti nonostante i limiti fisici. L’attenzione alla componente mentale e il movimento consapevole potrebbero contribuire a modulare la risposta emotiva alla sofferenza. Stanchezza, insonnia e dolore, inoltre, tendono a influenzarsi a vicenda: un miglioramento in uno di questi ambiti può riflettersi sugli altri.
Gli autori sottolineano che si tratta di strumenti complementari e che non sostituiscono le cure mediche. La loro efficacia richiede continuità e deve essere valutata in relazione alle condizioni della singola persona, preferibilmente con il parere degli specialisti che seguono il percorso oncologico. Il lavoro è stato pubblicato sul Journal of Clinical Oncology con il titolo “Mindfulness and Tai Chi for Sleep, Fatigue, and Pain in Distressed People After Cancer Treatment: A Partially Randomized Patient-Preference Comparative Effectiveness Trial”. Il DOI dello studio è 10.1200/JCO-25-01967.