L’interesse dei giovani per le professioni sanitarie continua a crescere. Nell’ultima tornata di ammissioni, le università hanno registrato circa 75.500 domande per 38.184 posti complessivi, considerando atenei statali e non statali. L’aumento rispetto all’anno precedente è del 17,5%, mentre i posti disponibili sono cresciuti del 3,6%, passando da 36.873 a 38.184.
Il dato riguarda 50 università: 41 statali, con 33.958 posti e oltre 68mila candidati, e nove non statali, che hanno messo a disposizione altri 4.226 posti raccogliendo circa 7.500 domande, un numero ancora provvisorio. Nelle sole università statali le candidature sono salite da 57.993 a 68.067, con un incremento del 17,4%, contro il +0,2% registrato l’anno precedente.
Fisioterapia al primo posto per concorrenza
Infermieristica resta il corso con il maggior numero di posti, oltre il 54% del totale. Le domande sono state 21.907 per 20.672 posti, con un rapporto di 1,1 candidati per posto e un aumento del 16% a ridosso della scadenza dei bandi.
Il rapporto più elevato tra candidature e disponibilità riguarda però Fisioterapia, con 6,2 domande per posto: le richieste sono aumentate da 20.919 a 25.146 (+20%) per 4.086 posti. Seguono Logopedia, con cinque candidati per posto e 5.707 domande, e Ostetricia e Tecniche di radiologia, entrambe con un rapporto di 3,2. Per Tecniche di radiologia le candidature sono salite del 29,6%, da 4.748 a 6.155.
Tra gli incrementi più marcati figurano anche Terapia della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva, con una crescita delle domande del 46,5%, e Igiene dentale, che registra un aumento del 43,4%. Più contenuti i rapporti per Tecniche di laboratorio, con 1,2 candidati per posto, e Tecniche di fisiopatologia cardiocircolatoria, che arriva a 1,2 nonostante il raddoppio delle domande, da 190 a 381.
Le differenze tra le regioni
La crescita delle candidature interessa tutte le aree analizzate, ma la probabilità di superare la selezione varia sensibilmente. Le Marche hanno segnato l’aumento più alto, pari al 30,9%, con 1.453 domande per 740 posti. Seguono Friuli-Venezia Giulia (+28%), Campania (+27,6%), Puglia (+22,4%), Calabria (+22,3%) e Piemonte (+19,8%).
La competizione maggiore si registra in Sardegna, dove 2.455 aspiranti concorrono per 686 posti: il rapporto è di 3,6 candidati per ogni disponibilità. Nel Lazio il rapporto scende a 1,4, con quasi 12mila domande per 8.398 posti, mentre in Lombardia raggiunge 2,1, su oltre 10.500 richieste e 4.861 posti. L’Emilia-Romagna si attesta a 1,9 e il Veneto presenta l’incremento più contenuto delle domande, pari al 6,6%, con un rapporto di 1,5.
Secondo Angelo Mastrillo, docente di Organizzazione delle Professioni Sanitarie all’Università di Bologna, la copertura effettiva dei posti potrebbe aumentare nei prossimi mesi per effetto dello scorrimento delle graduatorie. I candidati a Medicina e Chirurgia sono infatti diminuiti a 52.300, il 3,8% in meno rispetto all’anno precedente, e una parte di chi non sarà ammessa potrebbe orientarsi verso le professioni sanitarie.
Teresa Rea, presidente dell’Opi Napoli, parla di un’inversione di tendenza che dovrebbe consolidarsi nel tempo e attribuisce il risultato anche alle riforme avviate dai ministeri della Salute e dell’Università e della Ricerca, oltre che alle misure adottate da alcuni atenei per accompagnare le matricole nella fase di inserimento.