Per chi convive con ipertensione, diabete, mal di schiena o altre condizioni croniche, la visita dal medico può concludersi con una prescrizione diversa da quella di un farmaco: un programma di attività motoria. Si tratta dell’Esercizio Fisico Strutturato, riconosciuto dalla legge come terapia non farmacologica e pensato per essere svolto sotto controllo qualificato.
Il percorso può iniziare nello studio del medico di base, del pediatra o di uno specialista, come il cardiologo o l’ortopedico. Secondo quanto spiegato da Michele Felisatti, la Legge 36 del 2021 prevede che i medici possano prescrivere l’esercizio fisico alle persone con patologie croniche. Nel modulo vengono indicate le condizioni cliniche, le terapie seguite e le eventuali limitazioni, come il divieto di superare una determinata frequenza cardiaca. Il paziente viene quindi indirizzato alle cosiddette Palestre della Salute, strutture non sanitarie dedicate a chi presenta malattie croniche o fattori di rischio.
Valutazione iniziale e controlli durante le sedute
Nelle Palestre della Salute il programma non comincia con una scheda standard. Luca Pomidori spiega che il tecnico raccoglie le indicazioni del medico e ricostruisce la storia clinica della persona. Segue un test d’ingresso con prove semplici, come alzarsi e sedersi da una sedia, per valutare la capacità di movimento e i limiti individuali.
Le sedute, generalmente due alla settimana, iniziano con il controllo di pressione arteriosa, frequenza cardiaca e saturazione dell’ossigeno. Se i valori non sono adeguati o la persona è particolarmente affaticata, l’intensità viene modificata. Durante gli esercizi i tecnici verificano l’esecuzione dei movimenti e ne registrano i risultati, così da fornire al medico dati utili per monitorare l’andamento del percorso.
Esercizi calibrati in base agli obiettivi
Per sostenere la funzionalità cardiovascolare e contribuire alla gestione della glicemia si può ricorrere a un’attività aerobica moderata, come la bicicletta, associata a esercizi di forza. In presenza di problemi articolari può essere utilizzato un ergometro per le braccia. La combinazione tra lavoro aerobico e potenziamento muscolare viene indicata dagli esperti come una delle modalità più efficaci.
Quando l’obiettivo riguarda la stanchezza mentale o il rallentamento di alcune patologie neurodegenerative, il programma può prevedere tre o quattro camminate settimanali di circa un’ora, a intensità medio-alta ma compatibile con la possibilità di parlare senza affanno importante. Per osteoporosi e problemi di stabilità, invece, si lavora sulla forza con esercizi semplici, come alzarsi e sedersi, e su esercizi di equilibrio con elastici, ripetibili anche a casa.
La prescrizione può indicare due percorsi. L’A.F.A., Attività Fisica Adattata, è un’attività di gruppo rivolta a persone con problemi simili e basata su un protocollo comune. L’E.F.S., Esercizio Fisico Strutturato, prevede invece una maggiore personalizzazione, definita dopo i test motori e adattata alle condizioni e agli obiettivi del singolo paziente.