Le macchie bianche sulle unghie vengono spesso associate a una presunta carenza di calcio. In realtà, nella maggior parte dei casi, si tratta di leuconichia puntata, un’alterazione legata più probabilmente a un piccolo trauma che all’alimentazione. Una revisione della letteratura specialistica indica infatti che questi segni non sono un indicatore affidabile di carenza di calcio o di ferro nella lamina ungueale. Anche uno studio, pur limitato, condotto su studenti universitari non ha rilevato un legame tra apporto alimentare di calcio e comparsa delle macchie.
La spiegazione più comune è quindi di tipo meccanico. L’unghia cresce dalla matrice, la zona alla base dove si formano le cellule che compongono la lamina. Se questa area subisce un urto, anche minimo, la formazione dell’unghia può essere temporaneamente alterata e il segno bianco può comparire solo dopo alcune settimane. Spesso il trauma non viene ricordato: può essere stato provocato da un colpo, da una manicure energica, dalla pressione sulle cuticole o dall’abitudine di mordere le unghie. Sui piedi, invece, può contribuire la pressione delle scarpe.
Come riconoscere il segno più comune
La macchia si trova all’interno della lamina e, a differenza di alcune alterazioni del letto ungueale, non scompare premendo sull’unghia. Con la crescita, avanza verso il bordo libero fino a essere eliminata con il taglio. Per questo, nella maggior parte dei casi, non è necessario alcun trattamento: serve soltanto aspettare. Il ricambio completo di un’unghia della mano richiede circa 6-9 mesi, anche se una singola macchia può raggiungere il bordo prima, seguendo la crescita dell’unghia.
Ridurre le manicure aggressive e la manipolazione delle cuticole può limitare la comparsa di nuovi segni, ma non esiste un metodo per far sparire prima una macchia già formata. Diverso è il caso di un’unghia che appare gessosa, squamosa o friabile su gran parte della superficie. Il problema può dipendere da danni provocati da smalti, solventi o unghie artificiali, oppure da una onicomicosi superficiale. Per distinguere le due situazioni non basta l’osservazione: possono essere necessari un raschiato e un esame di laboratorio prima di iniziare una terapia antimicotica.
Quando è utile un controllo medico
È opportuno chiedere una valutazione quando il bianco non appare come un puntino isolato, ma interessa gran parte della lamina, forma una banda da un lato all’altro, coinvolge molte unghie contemporaneamente o non si sposta verso la punta con il passare del tempo. Alterazioni di questo tipo possono essere associate a farmaci, esposizione a sostanze tossiche, condizioni dermatologiche o, più raramente, patologie sistemiche. Solo un esame clinico permette di stabilirne l’origine.
Un consulto è consigliabile anche in presenza di ispessimento, friabilità, distacco o dolore. La semplice macchiolina puntiforme, invece, tende a scomparire con la crescita e non giustifica da sola esami del sangue per il calcio né l’assunzione di integratori. Se esistono altri segnali compatibili con una carenza nutrizionale, la valutazione deve partire da quelli e non dall’aspetto dell’unghia.