Salute

Sardine e articolazioni: cosa dicono davvero le prove

Omega-3, artrite, artrosi, gotta: benefici limitati; il pesce non sostituisce le terapie prescritte.

Sardine e articolazioni: cosa dicono davvero le prove

Le sardine sono una fonte economica di omega-3 marini, ma il loro valore nutrizionale non basta a dimostrare un effetto diretto sui dolori articolari. Una porzione da 85 grammi di sardine in scatola al pomodoro, sgocciolate, contiene circa 1,2 grammi di EPA e DHA. La quantità può variare in base alla specie, alla stagione, alla lavorazione e al liquido di conservazione.

Gli omega-3 sono stati associati in diversi studi a meccanismi antinfiammatori. Tuttavia, sapere che un alimento contiene queste sostanze non significa poter affermare che riduca il dolore al ginocchio o migliori una specifica patologia articolare. Le prove cliniche disponibili riguardano soprattutto integratori concentrati di olio di pesce, non il consumo abituale di sardine.

Artrite reumatoide: possibili effetti, ma limitati

Nell’artrite reumatoide, gli integratori di olio di pesce possono determinare in media una piccola riduzione del dolore. Non sono però emersi benefici chiari sull’attività della malattia o sulla funzione fisica. Una sintesi di 23 studi randomizzati ha rilevato effetti contenuti, spesso non conclusivi dal punto di vista statistico, con un livello di certezza basso.

Non è quindi possibile sostenere che le sardine, da sole, riducano direttamente dolore o infiammazione articolare: non è stato testato il consumo di pesce, per esempio due volte alla settimana, contro un placebo. L’American College of Rheumatology raccomanda solo in modo condizionale un modello alimentare mediterraneo che comprenda quantità moderate di pesce. L’eventuale beneficio riguarda dunque l’insieme della dieta, non il singolo alimento.

Pesce e omega-3 possono essere soltanto un complemento e non devono sostituire i farmaci che modificano il decorso dell’artrite reumatoide. Le raccomandazioni internazionali indicano di iniziare queste terapie dopo la diagnosi, così da controllare l’infiammazione il prima possibile.

Artrosi e gotta: servono cautela e realismo

Per l’artrosi di mano, anca o ginocchio, l’olio di pesce non è considerato un trattamento efficace consolidato. Le linee guida formulano una raccomandazione condizionale contro il suo impiego per questo scopo, perché gli effetti sul dolore sono risultati piccoli e non significativi. Le sardine restano un alimento nutriente, ma non una terapia per il dolore dovuto all’usura articolare.

Una cautela specifica riguarda la gotta. Le sardine sono ricche di purine, sostanze trasformate dall’organismo in acido urico, e le linee guida raccomandano di limitarne l’apporto. La dieta modifica in genere solo in parte i livelli di acido urico, ma alcuni alimenti possono contribuire a scatenare un attacco nelle persone predisposte. Il pesce rientra inoltre tra quelli a basso contenuto di mercurio, un aspetto utile soprattutto in gravidanza, allattamento e infanzia, ma distinto dall’effetto sui disturbi articolari.

Un’articolazione gonfia in modo persistente, soprattutto a mani o piedi, dovrebbe essere valutata da un medico. Dolore improvviso intenso, calore, gonfiore, febbre o malessere richiedono invece un’attenzione rapida, perché tra le possibili cause c’è anche un’infezione articolare. In sintesi, le sardine possono arricchire l’alimentazione, ma non possono sostituire diagnosi e cure specifiche.