Interazioni farmacologiche

Antidolorifici e pressione: quali rischi per chi è in terapia

FANS possono ridurre l’efficacia dei trattamenti contro l’ipertensione, soprattutto dopo più giorni.

Antidolorifici e pressione: quali rischi per chi è in terapia

Chi segue ogni giorno una cura per l’ipertensione può trovarsi a dover gestire anche un mal di testa, un dolore al collo o un fastidio articolare. In questi casi, il ricorso a un farmaco da banco è comune, ma non sempre privo di conseguenze. Alcuni antidolorifici possono infatti ridurre l’efficacia della terapia antipertensiva e contribuire a un aumento dei valori pressori.

Il rischio riguarda soprattutto i farmaci antinfiammatori non steroidei, conosciuti come FANS. Tra i principi attivi più utilizzati ci sono ibuprofene, ketoprofene, naprossene e diclofenac. Questi medicinali bloccano alcuni enzimi coinvolti nei processi infiammatori, ma riducono anche la produzione di prostaglandine, sostanze che aiutano a mantenere dilatati i vasi sanguigni e favoriscono l’eliminazione di sodio e acqua attraverso i reni.

Perché i FANS possono far salire i valori

Quando le prostaglandine diminuiscono, i vasi sanguigni possono restringersi leggermente e i reni tendono a trattenere una maggiore quantità di liquidi. Questo meccanismo può contrastare l’azione di diversi medicinali usati per abbassare la pressione, tra cui ACE-inibitori, sartani, beta-bloccanti e diuretici. L’effetto non è necessariamente immediato, ma il rischio può aumentare quando l’antidolorifico viene assunto per diversi giorni consecutivi.

Per chi è in trattamento contro l’ipertensione, il paracetamolo viene indicato nel testo come scelta di prima linea per il dolore acuto. La sua azione centrale non modifica la circolazione renale nello stesso modo dei FANS. Anche in questo caso, però, è importante rispettare i limiti raccomandati per la dose singola e per quella giornaliera, usando il medicinale soltanto per il periodo necessario.

Alternative e precauzioni quotidiane

In presenza di dolori muscolari o articolari lievi, si possono valutare anche soluzioni locali o misure non farmacologiche. Creme e gel antinfiammatori determinano un assorbimento nel sangue molto inferiore rispetto ai medicinali assunti per bocca, riducendo l’esposizione generale al farmaco. Impacchi caldi o freddi, stretching leggero, riposo e una buona idratazione possono contribuire ad attenuare il fastidio. Anche esercizi di respirazione e rilassamento possono essere utili quando il dolore è associato a tensione o affaticamento.

Se un medico prescrive comunque un ciclo di FANS, può essere opportuno controllare la pressione più spesso durante il trattamento e segnalare eventuali variazioni inattese. Prima di acquistare un prodotto senza ricetta, è inoltre consigliabile informare il farmacista o il medico curante dei medicinali già assunti. Una verifica delle possibili interazioni consente di scegliere l’opzione più adatta e di gestire il dolore senza compromettere il controllo della pressione.