Salute respiratoria

Fibromialgia, apnee notturne spesso non riconosciute

Gli studi segnalano controlli poco frequenti e rischi legati a sedativi e oppioidi.

Fibromialgia, apnee notturne spesso non riconosciute

La stanchezza al risveglio viene spesso considerata uno dei sintomi della fibromialgia. In alcuni casi, però, può essere collegata anche alle apnee notturne, brevi interruzioni della respirazione che si ripetono durante il sonno e possono passare inosservate.

Uno studio condotto in Turchia su 38 donne con fibromialgia, sottoposte a polisonnografia, ha rilevato apnee nel 65,9% dei casi, quasi due persone su tre. Il campione è ridotto e il dato non consente di stimare la frequenza del disturbo in tutta la popolazione, ma indica una possibile associazione che merita attenzione.

Controlli ancora poco frequenti

Un’analisi statunitense ha esaminato quanto spesso i pazienti con fibromialgia vengano indirizzati a un esame del sonno. La percentuale è risultata bassa: 6 pazienti su 100 seguiti da un reumatologo sono stati inviati al test, contro 4 su 100 negli altri ambulatori. Gli autori non hanno individuato le ragioni di questa scarsa valutazione e hanno chiesto ulteriori studi.

Il problema riguarda una popolazione che, secondo diverse ricerche, potrebbe avere una probabilità maggiore di soffrire di apnee, soprattutto quando è presente dolore cronico. Uno studio danese su 90 persone con dolore cronico importante ha rilevato il disturbo in oltre la metà dei partecipanti; in circa un caso su tre le apnee erano di entità significativa. Le percentuali non sono direttamente sovrapponibili e non possono essere sommate, perché gli studi differiscono per campione e metodo.

Rischi, farmaci e diagnosi

Le apnee non trattate sono associate a un aumento del rischio di problemi cardiovascolari, pressione alta più difficile da controllare, maggiore instabilità della glicemia e possibili difficoltà di memoria e concentrazione. Secondo una revisione citata nell’articolo, il costo delle apnee non diagnosticate per il sistema sanitario è stimato in circa 31 miliardi di euro l’anno, considerando ricoveri, malattie cardiache e giornate di lavoro perse.

Un altro elemento riguarda gabapentin e pregabalin, farmaci utilizzati anche per il dolore della fibromialgia. Nel dicembre 2019 la FDA ha segnalato il rischio di problemi respiratori gravi, soprattutto in presenza di oppioidi, ansiolitici o altri sedativi, oppure di malattie polmonari. Il rischio non riguarda automaticamente tutti i pazienti, ma richiede una valutazione medica nei casi più esposti.

I questionari possono aiutare a individuare chi necessita di approfondimenti, ma non sostituiscono l’esame diagnostico. Un punteggio alto indica soltanto un rischio maggiore; un punteggio basso rende meno probabile la presenza di apnee importanti, senza escludere ogni disturbo. La valutazione è inoltre più attendibile se effettuata prima di iniziare farmaci sedativi, che possono influenzare sonnolenza e russamento.

Nella maggior parte dei casi associati alla fibromialgia si tratta di apnee ostruttive, dovute al restringimento delle vie aeree. Le forme centrali, legate al controllo nervoso della respirazione, o quelle associate a un uso prolungato di dosi elevate di oppioidi, sono meno frequenti. La poligrafia respiratoria domiciliare può rappresentare un primo passo, quando indicato dal medico.

Chi si sveglia senza sentirsi riposato, russa, ha pause respiratorie riferite dal partner o manifesta sonnolenza diurna dovrebbe parlarne con il proprio reumatologo o con il medico curante. Anche l’assenza di russamento non esclude il problema: l’uso prolungato di oppioidi può modificare il tipo di apnea e renderla meno rumorosa. Il partner, inoltre, può risentire del sonno disturbato dalle pause respiratorie e dal russamento.