Il riscaldamento globale sta modificando anche la mappa delle malattie infettive. In Italia, alle emergenze legate alle alte temperature, come i colpi di calore, si aggiunge la crescente circolazione di arbovirosi trasmesse dalle zanzare, tra cui West Nile, Chikungunya e Dengue. A evidenziare il cambiamento è Leonardo Villani, professore associato di Igiene Generale e Applicata alla Saint Camillus International University of Health Sciences e coordinatore scientifico dell’Italian Institute for Planetary Health, intervenuto alla Caritas Health Conference 2026.
«Il riscaldamento globale sta portando a un aumento della diffusione delle malattie infettive», osserva Villani, sottolineando come patologie un tempo associate quasi esclusivamente alle aree tropicali siano ormai presenti con continuità anche sul territorio nazionale. I dati relativi al West Nile virus confermano la tendenza: i casi umani in Italia sono passati dai 332 del 2023 ai 773 del 2025, più che raddoppiando in tre anni.
Ancora più marcata la crescita della Chikungunya, con 472 casi nel 2025 rispetto ai 17 registrati l’anno precedente. Gran parte delle infezioni è stata contratta sul territorio italiano, senza viaggi nelle aree in cui il virus è storicamente diffuso. Nel 2025, inoltre, la circolazione del West Nile ha raggiunto la più ampia estensione geografica osservata finora nel Paese, interessando quasi tutte le regioni italiane.
Prevenzione e risposta sanitaria
Per ridurre il rischio individuale, Villani invita a limitare la presenza delle zanzare e a evitare le punture attraverso strumenti come zanzariere, insetticidi e spray repellenti. Si tratta però, secondo l’esperto, di una parte soltanto della risposta. Il ruolo decisivo spetta alla gestione istituzionale, attraverso piani di contrasto, sorveglianza e interventi coordinati tra Ministero della Salute e Regioni.
La sorveglianza nazionale delle arbovirosi è coordinata dall’Istituto Superiore di Sanità nell’ambito del Piano Nazionale Arbovirosi. Le strategie devono agire sia sulla prevenzione della diffusione delle zanzare sia sulla preparazione delle strutture sanitarie e dei professionisti, chiamati a gestire malattie che possono colpire in modo più grave la popolazione anziana.
Il virus West Nile resta asintomatico in oltre l’80% dei casi. In una quota dello 0,1%, tuttavia, può provocare complicanze neurologiche severe, tra cui meningite ed encefalite, soprattutto nelle persone anziane. Per questo la capacità di riconoscere e affrontare tempestivamente i casi rappresenta un elemento essenziale della risposta sanitaria.
Un approccio integrato
Villani collega la gestione delle arbovirosi a un’evoluzione più ampia del modo di affrontare le conseguenze del cambiamento climatico. La planetary health, spiega, integra competenze e discipline diverse, superando il lavoro per compartimenti separati. Salute umana, ambiente, progettazione urbana, gestione del territorio e risorse devono quindi essere considerati insieme.
L’obiettivo è individuare soluzioni capaci di produrre benefici contemporaneamente per le persone e per il pianeta. In questa prospettiva, colpi di calore e malattie trasmesse dalle zanzare sono manifestazioni differenti di una stessa pressione ambientale e richiedono una collaborazione stabile tra istituzioni, sistema sanitario e altri soggetti coinvolti.