Per molte persone lavarsi ogni giorno è un’abitudine consolidata, associata alla sensazione di pulizia e benessere. Dal punto di vista fisiologico, però, il corpo non sempre ha bisogno di una detersione completa e frequente. La pelle che tira, si arrossa o prude dopo il lavaggio può essere un segnale dell’azione dei detergenti sulla sua superficie.
La barriera che protegge la pelle
La superficie cutanea è rivestita dal film idrolipidico, una miscela naturale composta da acqua, grassi prodotti dalle ghiandole sebacee e sostanze idratanti. Questo strato contribuisce a trattenere l’umidità e a limitare il contatto con batteri e sostanze irritanti. Nella stessa area vive anche il microbioma cutaneo, formato da microrganismi benefici che partecipano alla difesa della pelle dalle infezioni.
Quando la barriera viene alterata, ha bisogno di tempo per rigenerarsi. La rimozione continua degli oli naturali può ridurre elasticità e capacità di mantenere l’idratazione. Il problema può risultare più evidente nelle persone che soffrono già di dermatite atopica o eczema.
Come ridurre il rischio di secchezza
Una doccia completa ogni giorno, soprattutto se accompagnata da saponi aggressivi e acqua molto calda, può rimuovere sia lo sporco e il sudore sia parte del film protettivo. Secondo quanto riportato nel testo, lavaggi troppo frequenti e prolungati possono favorire secchezza cronica, desquamazione e prurito.
La pelle può reagire all’impoverimento sviluppando una maggiore sensibilità alle sostanze esterne oppure producendo più sebo per compensare la perdita. In quest’ultimo caso può apparire paradossalmente più unta. Per limitare questi effetti, i dermatologi consigliano di usare il sapone soprattutto su ascelle, piedi e pieghe cutanee, risciacquando il resto del corpo prevalentemente con acqua.
La durata del lavaggio dovrebbe essere contenuta tra cinque e dieci minuti. È preferibile scegliere acqua tiepida, evitando temperature bollenti, e orientarsi verso detergenti delicati, privi di profumo e con un pH vicino a quello della pelle, intorno a 5,5. Anche la modalità di applicazione è importante: le mani sono da preferire a spugne ruvide o guanti da bagno, che possono aumentare lo sfregamento e irritare la cute.
Dopo il lavaggio, il corpo va asciugato tamponando delicatamente con il telo, senza strofinare. L’applicazione di una crema idratante emolliente entro tre minuti dall’asciugatura aiuta a trattenere nella pelle l’umidità residua prima che evapori. Osservare la reazione della cute consente infine di capire quando è necessaria maggiore idratazione e quando può essere utile ridurre l’uso dei saponi.