Con la fine dell’estate possono diventare più evidenti alcune macchioline scure distribuite soprattutto su naso e zigomi, simili alle lentiggini. Quando l’abbronzatura si attenua, il dermatologo può valutare diversi interventi per ridurre la visibilità delle discromie. Tra le opzioni rientrano i peeling profondi e alcune tecnologie basate sulla luce o sul freddo.
La scelta dipende anche dalla profondità del pigmento: le alterazioni più superficiali possono essere eliminate completamente, mentre quelle più profonde possono soltanto essere attenuate. La valutazione e l’eventuale trattamento devono essere affidati allo specialista, che individua la soluzione più adatta al tipo di pelle e alla caratteristica della macchia.
Laser Q-Switched e luce pulsata
Il laser Q-Switched utilizza un singolo raggio luminoso, emesso a una specifica lunghezza d’onda, per agire sui depositi di pigmento che formano la discromia. L’energia del laser mira a sbriciolare questi accumuli, rendendoli progressivamente meno visibili.
Un’altra possibilità è rappresentata dalla luce pulsata. L’apparecchio emette lampi ad alta frequenza che riconoscono la melanina e la schiariscono attraverso un processo definito fototermolisi selettiva del pigmento. Anche in questo caso la tecnologia può essere presa in considerazione dal dermatologo nell’ambito del percorso scelto per il trattamento delle discromie.
Micro-needling e crioterapia
Il micro-needling prevede l’impiego di strumenti come dermaroller o dermapen, dotati di sottilissimi microaghi. Questi dispositivi producono microperforazioni sulla pelle, consentendo di infondere più in profondità un siero schiarente, per esempio a base di acido tranexamico.
La crioterapia, invece, utilizza azoto liquido applicato direttamente sulla zona interessata con uno strumento simile a una pistola. La sostanza può raggiungere una temperatura di –196 °C e provocare un’ustione superficiale da freddo. L’obiettivo è favorire il distacco della parte trattata dallo strato epidermico sottostante.
Laser, luce pulsata, micro-needling e crioterapia sono quindi approcci differenti, che agiscono sul pigmento con modalità diverse. Il trattamento più indicato viene stabilito dopo la valutazione dermatologica, considerando se le macchie sono superficiali o profonde.