Smettere di fumare può essere difficile, soprattutto quando non si riesce a seguire un percorso strutturato con incontri regolari o consulenze. Per molte persone la sigaretta elettronica rappresenta un tentativo autonomo, ma finora non era del tutto chiaro quanto potesse essere efficace senza un accompagnamento professionale continuativo. Un nuovo studio clinico randomizzato ha confrontato diverse strategie per valutare il peso del sostegno comportamentale.
I ricercatori hanno coinvolto oltre mille adulti fumatori, tutti motivati ad abbandonare le sigarette, e li hanno assegnati casualmente a tre gruppi. Il primo ha ricevuto soltanto messaggi automatici di incoraggiamento via email. Il secondo ha ottenuto un kit iniziale per lo svapo, senza ulteriori contatti. Il terzo ha potuto utilizzare la sigaretta elettronica e contare anche su un supporto comportamentale attraverso più colloqui telefonici.
Dopo sei mesi, l’astinenza non è stata valutata soltanto sulla base delle dichiarazioni dei partecipanti. I ricercatori hanno utilizzato un test del respiro per rilevare il monossido di carbonio. Chi non si è presentato al controllo è stato considerato ancora fumatore, adottando così un criterio particolarmente rigoroso per la valutazione degli esiti.
Il confronto tra le strategie
Nel gruppo che aveva ricevuto solo le email, ha smesso di fumare il 6,4% dei partecipanti. La percentuale è salita all’11,3% tra le persone che hanno usato la sigaretta elettronica senza assistenza aggiuntiva. Il risultato migliore è stato registrato nel gruppo che ha associato il dispositivo al sostegno telefonico: in questo caso l’astinenza ha riguardato il 21,1% dei partecipanti.
I dati indicano quindi che il dispositivo può offrire un aiuto anche a chi affronta il percorso in autonomia, ma il confronto con un professionista sembra aumentare in modo significativo le possibilità di riuscita. Rispetto al solo utilizzo della sigaretta elettronica, l’aggiunta dei colloqui ha portato a un risultato quasi doppio. Il dato, tuttavia, non significa che il trattamento funzioni per tutti.
Limiti e cautele
Anche nel gruppo seguito telefonicamente, infatti, circa quattro persone su cinque non sono riuscite a smettere entro il periodo di osservazione. La dipendenza da nicotina resta complessa e lo svapo non può essere considerato una soluzione priva di rischi. Molti dei partecipanti che hanno abbandonato il tabacco hanno continuato a usare la sigaretta elettronica, ritenuta meno dannosa del fumo tradizionale ma non esente da possibili conseguenze.
Durante i sei mesi sono stati inoltre registrati eventi avversi seri in percentuali simili nei tre gruppi, comprese indicativamente tra l’8% e l’11%. I risultati suggeriscono dunque che, per chi vuole interrompere il consumo di sigarette, un dispositivo elettronico può essere più utile della sola forza di volontà, mentre l’affiancamento di un professionista può rafforzare il percorso. La ricerca è stata pubblicata su NEJM Evidence con DOI 10.1056/evidoa2600065.