Esercizio terapeutico

Pilates clinico, come può aiutare nella riabilitazione

Valutazione medica e lavoro personalizzato orientano il percorso per dolore lombare, collo, spalla e pavimento pelvico.

Pilates clinico, come può aiutare nella riabilitazione

Il Pilates clinico utilizza il movimento all’interno di un percorso di fisioterapia e riabilitazione. Rispetto alle lezioni tradizionali, gli esercizi non seguono sequenze uguali per tutti, ma vengono scelti e modificati in base alle condizioni di salute, alle capacità motorie e agli obiettivi della persona. Il lavoro mira a migliorare la qualità del movimento, recuperare funzioni compromesse e contribuire alla gestione del dolore.

Il primo passaggio è la valutazione del medico fisiatra, che inquadra la situazione e definisce l’indicazione. Il fisioterapista propone quindi gli esercizi e li adatta nel tempo, verificando i progressi e le eventuali difficoltà. «La presenza di una patologia non rappresenta necessariamente un ostacolo alla pratica, così come l’assenza di disturbi importanti non significa che qualsiasi esercizio sia indicato», spiega Silvia Porrovecchio, fisioterapista del Presidio Sanitario San Camillo di Torino. Anche persone con la stessa diagnosi possono avere sintomi e limitazioni differenti e richiedere programmi diversi.

Come si svolge il lavoro

Una seduta dura in genere circa un’ora e può svolgersi sul tappetino, da sdraiati, seduti o in piedi. Si usano soprattutto piccoli attrezzi, come elastici, palle, ring e blocchetti, utili per sostenere il corpo, facilitare un movimento o introdurre una resistenza graduata. L’esercizio può essere semplificato, eseguito con un’ampiezza ridotta oppure modificato nella posizione. Un appoggio sotto la testa, per esempio, può rendere più confortevole il lavoro per una persona con cifosi accentuata.

Uno degli elementi centrali è il lavoro sul core, l’insieme dei muscoli che contribuiscono alla stabilità del tronco. Non riguarda soltanto gli addominali visibili, ma anche la coordinazione tra muscoli profondi, diaframma e pavimento pelvico. La respirazione viene sincronizzata con i movimenti per migliorare consapevolezza corporea e controllo motorio. Queste capacità possono essere utili in gesti quotidiani come alzarsi da una sedia, camminare o sollevare un oggetto.

Per quali disturbi può essere indicato

Lombalgia e cervicalgia sono tra le condizioni per cui può essere proposto il Pilates clinico, soprattutto quando il dolore persiste o tende a ripresentarsi. Una revisione sistematica con metanalisi pubblicata nel 2024 su Disability and Rehabilitation, basata su 36 studi, ha rilevato una riduzione del dolore lombare rispetto all’assenza di esercizio. I risultati suggeriscono benefici anche rispetto ad altre attività fisiche, ma non dimostrano una superiorità costante rispetto agli altri programmi di esercizio terapeutico.

Un percorso personalizzato può essere valutato anche per alcune problematiche della spalla, per la scoliosi e per la malattia di Parkinson, con obiettivi legati a mobilità, equilibrio e controllo dei movimenti. Il lavoro può riguardare anche gravidanza, recupero dopo il parto e pavimento pelvico, ma non sostituisce una riabilitazione specifica in presenza di disfunzioni. In caso di incontinenza o altri disturbi è necessaria la valutazione di un professionista competente.

Un dolore acuto di causa non chiara va approfondito prima di iniziare. Durante la seduta, se un esercizio provoca dolore o accentua i sintomi, il fisioterapista può ridurne l’intensità, modificarlo o sostituirlo. Frequenza e durata del percorso dipendono dalla condizione clinica e dalla risposta individuale: una seduta settimanale è frequente, mentre gli esercizi a casa possono contribuire a consolidare i risultati. È importante affidarsi a professionisti sanitari qualificati e verificare che siano previste valutazione iniziale, personalizzazione e supervisione.