Emergenze cardiache

Infarto da soli in casa: la prima cosa da fare

Contattare 112/118 senza attendere conferme: affanno, nausea o dolore intermittente possono richiedere assistenza urgente.

Infarto da soli in casa: la prima cosa da fare

Un peso al centro del petto, il fiato corto o un sudore freddo comparso senza una causa evidente possono essere segnali di un infarto. Se accadono mentre si è soli in casa, non bisogna aspettare che il quadro diventi più chiaro: il sospetto è sufficiente per chiamare il 112/118. La telefonata deve precedere la ricerca di farmaci, l’avviso a un familiare o il contatto con il medico curante.

I disturbi compatibili con un infarto non si limitano al dolore toracico. Possono comprendere pressione o fastidio al petto, dolore a uno o a entrambi gli arti superiori, alla schiena, al collo, alla mandibola o allo stomaco, oltre ad affanno, sudorazione fredda e nausea. L’affanno può comparire anche senza dolore. Un sintomo lieve, intermittente o in attenuazione non esclude il rischio, così come l’assenza di dolore al braccio sinistro.

Questi segnali non equivalgono a una diagnosi, ma indicano che è necessario chiedere aiuto. Anche nelle donne il dolore o il fastidio toracico resta il sintomo più comune, nonostante la convinzione che l’infarto si manifesti sempre in modo completamente diverso.

Come attivare i soccorsi

In caso di possibile infarto non bisogna mettersi alla guida per raggiungere il pronto soccorso. Occorre chiamare l’ambulanza e seguire le indicazioni della centrale operativa: i sanitari possono valutare la situazione e iniziare l’assistenza già durante il trasporto.

Durante la chiamata è utile utilizzare il vivavoce, comunicare con precisione il luogo in cui ci si trova e descrivere i disturbi. Vanno indicati almeno comune, via e numero civico. In base alle condizioni della persona e alle istruzioni ricevute, può essere opportuno aprire la porta, avvisare un vicino o preparare i documenti sanitari. Queste attività vengono dopo la chiamata e non devono ritardarla.

Nell’attesa bisogna fermarsi e assumere una posizione comoda, per esempio seduti con la schiena appoggiata o distesi se ci si sente meglio. Non esiste un’inclinazione obbligatoria: si tratta di una misura per attendere i soccorsi, non di una cura per l’arteria ostruita.

Farmaci e manovre da evitare

Per un adulto vigile con dolore toracico non dovuto a un trauma, dopo aver contattato i soccorsi può essere presa in considerazione l’aspirina da masticare e deglutire, in quantità comprese tra 162 e 325 milligrammi. L’indicazione vale soltanto in assenza di allergie o di precedenti indicazioni mediche contrarie. In caso di dubbio, è prudente chiedere all’operatore e attendere i sanitari.

L’aspirina non deve essere usata per verificare se il dolore passa e non bisogna perdere tempo a cercarla. Chi soffre di angina già diagnosticata può utilizzare la nitroglicerina secondo le istruzioni ricevute dal medico, ma anche in questo caso la chiamata al 112/118 viene prima.

Tossire ripetutamente non è una procedura raccomandata per affrontare da soli un sospetto infarto. Infarto e arresto cardiaco sono condizioni diverse: nel primo caso una parte del cuore riceve poco sangue, mentre nel secondo il cuore non mantiene una circolazione efficace. Se una persona non risponde e non respira, o boccheggia, chi è presente deve chiamare i soccorsi, iniziare le compressioni toraciche seguendo l’operatore e usare un defibrillatore appena disponibile. Da soli, davanti a un possibile infarto, i passaggi essenziali sono riconoscere i segnali, telefonare, mettersi a riposo e seguire le indicazioni ricevute.