L’esame del fondo oculare, chiamato anche oftalmoscopia, consente all’oculista di osservare la parte posteriore dell’occhio, dove si trovano retina, coroide, vasi sanguigni e papilla ottica, il punto di ingresso del nervo ottico. È una procedura generalmente indolore, anche se la luce dello strumento può abbagliare e le gocce, quando vengono utilizzate, provocare un breve bruciore.
Per effettuare l’osservazione si possono impiegare un oftalmoscopio diretto o indiretto, oppure una lente associata alla lampada a fessura. In molti casi l’oculista instilla colliri per dilatare la pupilla e ampliare la visuale sulla retina. La dilatazione non è però necessaria in ogni controllo: dipende dalla tecnica utilizzata e dal motivo dell’accertamento. Quando viene praticata, il farmaco può richiedere fino a circa 30 minuti per fare effetto.
Che cosa può evidenziare l’oftalmoscopia
L’osservazione della retina può aiutare a individuare alterazioni associate alla retinopatia diabetica o alla degenerazione maculare legata all’età. Può inoltre contribuire a cercare rotture o distacchi retinici e a valutare il nervo ottico nel caso di sospetto glaucoma. Anche diabete e ipertensione possono lasciare segni sui piccoli vasi della retina.
L’esame, tuttavia, non esclude da solo la presenza di malattie. È una componente della visita oculistica, che comprende anche la misurazione della capacità visiva, della pressione interna dell’occhio e la valutazione della parte anteriore. Se l’immagine ottenuta non è sufficiente o rimangono dubbi clinici, lo specialista può richiedere esami aggiuntivi, come la tomografia a coerenza ottica, nota come OCT, o un’ecografia oculare.
La frequenza dei controlli deve essere stabilita dal professionista in base al rischio individuale. Tra gli elementi da considerare ci sono la presenza di diabete o ipertensione e la familiarità per il glaucoma. Se durante l’esame è necessario esplorare la periferia retinica, il medico può esercitare una lieve pressione sull’occhio o sulle palpebre, causando un fastidio generalmente tollerabile.
Vista annebbiata e segnali da non ignorare
Dopo l’applicazione dei colliri dilatatori, la vista può rimanere annebbiata per diverse ore. Sono possibili anche difficoltà nella messa a fuoco da vicino e una marcata sensibilità alla luce. La durata dell’effetto varia in base al farmaco e alla risposta individuale; per questo è importante non mettersi alla guida finché la visione non è tornata normale, seguendo le indicazioni ricevute. Gli occhiali da sole possono ridurre l’abbagliamento all’aperto, ma non rendono sicuro guidare.
È raro, ma nelle persone predisposte le gocce possono provocare un brusco aumento della pressione oculare dovuto alla chiusura dell’angolo. Dolore intenso, occhio molto arrossato, annebbiamento persistente, aloni intorno alle luci, nausea o vomito richiedono una valutazione medica immediata.
Un controllo urgente è necessario anche se compaiono spontaneamente numerosi corpi mobili, lampi di luce o un’ombra scura simile a una tenda che copre parte del campo visivo. Questi sintomi possono indicare un problema acuto della retina, come una rottura o un distacco, e non devono essere rimandati al successivo controllo programmato.