Prevenzione

Dolore tra le scapole, la postura non è sempre la causa

Una cifosi toracica può rientrare nella norma: sintomi persistenti richiedono valutazione clinica.

Dolore tra le scapole, la postura non è sempre la causa

Il dolore tra le scapole viene spesso attribuito alla postura, soprattutto quando si accompagna a spalle in avanti e schiena arrotondata. Tuttavia, il rapporto tra la forma della schiena e il fastidio non è così diretto. Una certa curvatura della colonna toracica è normale e, anche quando è più accentuata, non dimostra da sola che i muscoli siano sovraccarichi.

La colonna nel tratto del torace presenta normalmente una curvatura verso l’esterno. Si parla di ipercifosi quando questa curva è aumentata, ma la valutazione dipende dalla persona e dal metodo di misurazione: non è quindi possibile arrivare a una diagnosi guardandosi allo specchio. La schiena arrotondata può dipendere da una cifosi posturale flessibile, che cambia con l’atteggiamento, oppure da una forma strutturale, come la malattia di Scheuermann, nella quale le vertebre sono alterate.

Il legame tra curvatura e dolore non è certo

È plausibile pensare che una schiena incurvata costringa i muscoli tra le scapole a lavorare maggiormente. Le prove disponibili, però, non hanno dimostrato che questa sia la causa di un dolore persistente. Una revisione dedicata al dolore cervicale non traumatico non ha stabilito un rapporto causale con una maggiore cifosi toracica: gli studi hanno fornito risultati diversi, spesso con qualità limitata e senza osservazioni abbastanza lunghe per capire che cosa venga prima.

Questi dati riguardano il collo e solo indirettamente il fastidio tra le scapole. Per questo definire il problema come una semplice contrattura da postura, basandosi soltanto sulla sede del dolore o sull’aspetto della schiena, può essere fuorviante. Un collegamento resta possibile, ma non è stato dimostrato.

Anche gli esercizi non offrono una risposta unica. Negli adulti dai 45 anni in su con ipercifosi, programmi di attività fisica o fisioterapia hanno migliorato in media la curvatura e la qualità di vita, con effetti contenuti e programmi molto diversi tra loro. Le prove sul dolore sono invece meno solide. Migliorare la forma della schiena e ridurre il dolore sono quindi due obiettivi distinti, e la riabilitazione va valutata caso per caso.

Quando è necessario un controllo medico

Un dolore tra le scapole che persiste, limita le attività o peggiora durante la notte merita una valutazione clinica. Lo stesso vale se compare insieme a un calo di peso senza motivo o a un cambiamento della forma della schiena. La visita stabilisce anche se siano necessari esami come radiografie o risonanza magnetica.

È opportuno chiedere una valutazione urgente in presenza di febbre, malessere generale, dolore intenso comparso all’improvviso o peggioramento rapido. Serve invece assistenza immediata se il mal di schiena è associato a dolore al petto, nuovi disturbi neurologici a entrambe le gambe, perdita di sensibilità nella zona genitale, difficoltà nel controllo di vescica o intestino oppure a un incidente importante.

In questi casi la postura non dovrebbe essere considerata la spiegazione principale. Prima di iniziare esercizi o manipolazioni è necessario capire l’origine del sintomo. La forma della schiena è solo uno degli elementi da valutare, insieme alla durata del dolore, alla sua evoluzione e ai disturbi associati.