Il capogiro che compare quando ci si alza dal letto diventa più frequente con l’età, ma compiere 60 anni non significa che il sintomo debba essere considerato normale. Tra le possibili cause c’è l’ipotensione ortostatica, cioè una riduzione della pressione nel passaggio dalla posizione sdraiata o seduta a quella eretta. Per orientarsi, però, è importante osservare quale movimento fa partire il disturbo.
Se la sensazione di testa vuota o di svenimento compare mentre ci si mette in piedi, il problema può essere legato al cambio di postura. Se invece brevi episodi vengono provocati dal girarsi nel letto o da altri movimenti della testa, il quadro può essere compatibile con la vertigine parossistica posizionale benigna, o VPPB, un disturbo dell’orecchio interno. Nelle persone anziane può manifestarsi soprattutto con instabilità, senza la sensazione che la stanza giri.
Quando serve un intervento urgente
Questi elementi aiutano a descrivere il disturbo, ma non consentono un’autodiagnosi. La priorità cambia se il capogiro compare insieme a sintomi improvvisi come difficoltà a camminare o perdita di coordinazione, debolezza o intorpidimento di un lato del corpo, difficoltà a parlare o nuovi disturbi della vista. Sono segnali d’allarme per un possibile ictus e richiedono di chiamare subito il 112, senza mettersi alla guida.
Anche se i sintomi scompaiono dopo pochi minuti, il rischio non è escluso: potrebbe trattarsi di un attacco ischemico transitorio, che deve essere valutato con la stessa urgenza. La perdita di coscienza richiede invece una valutazione clinica iniziale con domande sull’episodio, visita ed elettrocardiogramma. L’eventuale ricovero dipende dai risultati degli accertamenti e dalle condizioni della persona.
Pressione e movimenti della testa
In caso di episodi ricorrenti, il medico può verificare la pressione nel cambio di posizione. Si parla di ipotensione ortostatica classica quando, entro tre minuti dal passaggio in piedi, la pressione sistolica scende in modo persistente di almeno 20 mmHg oppure la diastolica di almeno 10 mmHg. La misurazione prevede in genere un controllo dopo cinque minuti da sdraiati e altre rilevazioni dopo uno e tre minuti in piedi.
Un risultato normale non esclude tutte le forme del disturbo, perché alcune compaiono subito dopo l’alzata o più tardi. Il medico valuta anche i farmaci assunti: non è raccomandato sospendere autonomamente gli antipertensivi, così come non è consigliabile aumentare sale o acqua senza indicazione, dato che i benefici sui sintomi sono incerti e il sale può aumentare la pressione da sdraiati.
Per ridurre il rischio di cadute è utile alzarsi gradualmente, sedersi sul bordo del letto, avere un appoggio vicino e restare fermi finché la sensazione non passa. Se il disturbo è legato ai movimenti della testa, la diagnosi della VPPB passa invece dal test di Dix-Hallpike, eseguito da un professionista. Quando la forma è confermata, il trattamento raccomandato è la manovra di Epley. In cinque studi su 273 partecipanti, i sintomi si sono risolti nel 56% delle persone trattate, contro il 21% dei gruppi sottoposti a una manovra simulata o senza trattamento.
La manovra non è però adatta a ogni tipo di vertigine e non va considerata un esercizio universale da provare a casa. Quando si parla con il medico, è importante riferire se il disturbo compare mettendosi in piedi o girando la testa da sdraiati, oltre alla sua durata e agli eventuali sintomi associati.