Dopo un pasto abbondante, bere acqua frizzante può dare una sensazione immediata di sollievo. L’eruttazione, però, indica soprattutto che il gas disciolto nella bevanda è risalito attraverso la bocca: non dimostra che lo stomaco abbia digerito più rapidamente o meglio. Gli studi disponibili non mostrano infatti che le bollicine accelerino il processo digestivo.
Per valutare l’effetto delle bevande gassate, i ricercatori hanno osservato anche lo svuotamento gastrico, cioè il tempo necessario al cibo per lasciare lo stomaco e raggiungere l’intestino. Una revisione sistematica dei piccoli studi fisiologici condotti sul tema non ha trovato differenze rispetto all’acqua naturale. Si tratta comunque di ricerche limitate e lo svuotamento gastrico rappresenta solo una parte della digestione.
Un possibile beneficio resta da verificare
Un risultato più favorevole è emerso da uno studio condotto su 21 persone con dispepsia, caratterizzata da fastidio e pesantezza nella parte alta dell’addome, associata a stitichezza. Dopo circa quindici giorni, chi aveva bevuto acqua minerale gassata ha riferito un miglioramento dei sintomi.
Il dato, però, non basta a dimostrare un effetto digestivo. Una revisione successiva ha giudicato lo studio di scarsa qualità metodologica: tra i limiti, l’assenza di un confronto statistico diretto tra i gruppi. Inoltre, il paragone era stato fatto con l’acqua del rubinetto, quindi non è possibile stabilire se il risultato dipendesse dall’anidride carbonica o dai minerali presenti nell’acqua utilizzata. Si tratta dunque di un segnale preliminare, non di una prova per raccomandare quantità o orari di consumo.
Quando può causare fastidio
Se il beneficio sulla digestione resta da dimostrare, sono meglio documentati alcuni possibili effetti indesiderati. Le bevande gassate, compresa l’acqua frizzante, possono favorire
La stessa cautela vale per il reflusso. Se dopo aver bevuto acqua gassata compaiono bruciore o rigurgito, ridurla può essere una scelta ragionevole, come avviene per qualsiasi alimento o bevanda capace di scatenare i sintomi individuali. Questo non significa che l’acqua frizzante provochi reflusso in tutti: le ricerche sono ancora poche e molti dati riguardano le bibite gassate, non l’acqua semplice.
I disturbi da gas vanno sottoposti a valutazione medica se sono intensi, compaiono improvvisamente o si associano a dolore addominale, cambiamenti nell’evacuazione o perdita di peso. In presenza di reflusso meritano particolare attenzione anche difficoltà a deglutire, dimagrimento involontario e sanguinamento digestivo. In questi casi cambiare tipo di acqua non risolve il problema.
In assenza di fastidi, l’acqua frizzante può essere bevuta come qualsiasi altra acqua. Se invece provoca gonfiore o bruciore, limitarla è sensato. In ogni caso, l’eruttazione dopo il bicchiere segnala soltanto la fuoriuscita di gas e non una digestione più efficace.