La retatrutide è al centro di uno studio clinico condotto su adulti con diabete di tipo 2 e obesità o sovrappeso importante. Il farmaco, ancora sperimentale, viene somministrato con un’iniezione sottocutanea una volta alla settimana e agisce contemporaneamente su tre sistemi ormonali coinvolti nella regolazione dell’appetito, della glicemia e del consumo di energia.
La ricerca, randomizzata e controllata con placebo, ha coinvolto oltre mille partecipanti, con un’età media intorno ai 55 anni. Le persone arruolate sono state assegnate casualmente a tre diversi dosaggi della retatrutide oppure a un’iniezione priva di principio attivo. Né i partecipanti né i medici sapevano quale trattamento fosse stato somministrato. Molti convivevano con l’eccesso di peso da circa vent’anni e avevano già tentato di dimagrire attraverso la dieta.
Il calo di peso osservato nello studio
Dopo 80 settimane di trattamento, il gruppo che aveva ricevuto la dose più alta ha perso in media quasi il 19% del peso iniziale. Con i dosaggi intermedio e basso, la riduzione è stata rispettivamente di circa il 17% e il 12%. Anche i partecipanti trattati con placebo sono dimagriti, ma in misura più contenuta, intorno al 5%.
Alla terapia è stato associato anche un miglioramento del controllo della glicemia. Lo studio ha inoltre rilevato segnali favorevoli relativi a pressione, grassi nel sangue e infiammazione. Questi ultimi risultati, però, dovranno essere valutati con cautela e analizzati più approfonditamente prima di poter trarre conclusioni definitive.
Effetti indesiderati e limiti
Il trattamento non è stato privo di effetti collaterali. Nausea e diarrea sono comparse più spesso rispetto al placebo; ai dosaggi più elevati la diarrea ha riguardato circa una persona su tre. Una quota ridotta dei partecipanti ha riportato pressione troppo bassa oppure sensazioni anomale sulla pelle, tra cui formicolii e fastidio al tatto. Con la dose intermedia, circa il 12% delle persone ha interrotto la terapia per problemi di tollerabilità.
La retatrutide non è ancora una terapia approvata e resta quindi disponibile soltanto nell’ambito della sperimentazione. Lo studio non chiarisce gli effetti sul lungo periodo né stabilisce se il farmaco possa ridurre infarti, ictus o altre complicanze. Inoltre, non sono state incluse persone in terapia con insulina e la maggior parte dei partecipanti era di origine europea. La ricerca è stata finanziata dall’azienda che sviluppa il medicinale: serviranno dunque ulteriori conferme, anche indipendenti.
Restano da chiarire anche gli eventuali effetti su condizioni associate al peso, come fegato grasso e apnee notturne. Nel frattempo, alimentazione equilibrata, attività fisica e sonno continuano a rappresentare la base della gestione della salute. I farmaci non li sostituiscono e i prodotti venduti online come equivalenti di terapie approvate possono comportare rischi se utilizzati senza supervisione medica.
Lo studio è stato pubblicato su Lancet con il titolo Retatrutide in adults with obesity and type 2 diabetes (TRIUMPH-2). Il DOI del paper è 10.1016/S0140-6736(26)01861-1.