Un cerotto sperimentale realizzato con carta di gelso potrebbe, in futuro, combinare il monitoraggio dell’acido urico con il rilascio di sostanze attraverso microaghi. L’obiettivo è sviluppare un dispositivo più traspirante rispetto ai tradizionali supporti plastici, spesso poco adatti a un uso prolungato perché trattengono sudore e umidità a contatto con la pelle. La tecnologia è stata descritta in uno studio pubblicato sul Chemical Engineering Journal.
La piattaforma appartiene alla categoria dei sistemi teranostici, cioè strumenti progettati per affiancare una funzione diagnostica a una terapeutica. La base del cerotto è costituita da fibre di gelso, un materiale poroso capace di assorbire rapidamente i liquidi e favorire la circolazione dell’aria. Il sudore può così raggiungere più velocemente i sensori, riducendo in teoria il ristagno di umidità sulla superficie cutanea.
Microaghi e sensore wireless
Sulla carta traspirante i ricercatori hanno integrato microaghi stampati in 3D, abbastanza piccoli da attraversare lo strato più superficiale della cute in modo minimamente invasivo. La loro struttura laterale è stata modificata per aumentare la quantità di principio attivo trasportabile: secondo i test, la capacità di carico è risultata doppia rispetto a quella di un design standard, senza compromettere la resistenza meccanica necessaria alla penetrazione.
Accanto ai microaghi è stato realizzato un elettrodo composto da ossido di nichel e nanoparticelle d’oro. Collegato a un sistema wireless, il sensore è stato utilizzato per rilevare la concentrazione di acido urico. Le prove hanno riguardato sia soluzioni preparate in laboratorio sia campioni di sudore umano. I risultati sono stati descritti come comparabili a quelli ottenuti con apparecchiature di analisi standard, mentre i microaghi hanno rilasciato più della metà della sostanza caricata nell’arco di diverse decine di ore.
Un prototipo ancora lontano dall’uso clinico
I dati indicano la fattibilità tecnica dell’approccio, ma non dimostrano ancora che il cerotto possa essere utilizzato nella pratica medica. Le due funzioni, cioè il rilascio della sostanza e la misurazione dell’acido urico, sono state valutate separatamente e non come un unico sistema capace di autoregolarsi sul corpo umano. Inoltre, la penetrazione dei microaghi è stata verificata su pelle animale e con una sostanza modello, non con un farmaco specifico per la gotta.
Restano quindi da chiarire la sicurezza cutanea a lungo termine, il comportamento del dispositivo dopo diversi giorni di utilizzo e l’efficacia del sistema integrato su volontari umani. Per chi presenta livelli elevati di acido urico, la ricerca non modifica al momento le indicazioni pratiche: controlli del sangue, terapie prescritte dal medico, idratazione e alimentazione restano i riferimenti da seguire. Il lavoro rappresenta una prova di concetto preliminare, non un dispositivo medico già disponibile.
Lo studio ha per titolo Breathable mulberry paper-based theranostic patch integrating 3D-printed microneedles for drug delivery and wireless sweat-wicking uric acid sensing e riporta il DOI 10.1016/j.cej.2026.178008.