Esiste una casa nella quale torniamo ogni giorno, spesso senza nemmeno rendercene conto. Non ha mura né finestre: è la nostra casa emotiva, quello stato d’animo nel quale siamo abituati a vivere.
E se abitassimo nell’emozione sbagliata?
Per alcuni è la preoccupazione costante, per altri la rabbia, il senso di colpa, la paura o il bisogno di tenere tutto sotto controllo.
Ma ciò che ci è familiare non sempre coincide con ciò che ci fa stare bene.
Può capitare di cercare un motivo di inquietudine anche quando le cose procedono serenamente, oppure di accogliere una buona notizia pensando subito a ciò che potrebbe andare storto.
Sono reazioni che possono diventare automatiche se alimentate da abitudini emotive consolidate nel tempo.
Riconoscere la propria casa emotiva è il primo passo per non restarne prigionieri.
Quale emozione torna più spesso nei momenti difficili? Quali pensieri la alimentano? E soprattutto, esiste un modo diverso di leggere la stessa situazione?
Questo non significa cancellare paura, tristezza o rabbia. Ogni emozione ha una funzione e merita ascolto. Il punto è distinguere tra attraversare uno stato d’animo e trasformarlo nella nostra dimora abituale. La consapevolezza ci permette di riconoscere gli automatismi, mettere in discussione le nostre interpretazioni e scegliere risposte diverse.
Anche la fiducia, la gratitudine e la serenità possono trovare spazio nella quotidianità, senza negare le difficoltà. La nostra casa emotiva non è un destino immutabile. Possiamo cambiarne gli arredi, aprire nuove finestre, lasciare entrare aria diversa.
Perché non possiamo controllare tutto ciò che accade fuori di noi, ma possiamo imparare a scegliere, sempre più spesso, dove tornare dentro di noi. E forse il vero cambiamento comincia proprio quando smettiamo di confondere ciò a cui siamo abituati con ciò di cui abbiamo davvero bisogno.
L’autrice, giornalista e mental coach

Vassiliki Tziveli è giornalista e mental coach e cura, con un approfondimento settimanale, la rubrica “Focus del giorno” all’interno del telegiornali delle Tv del gruppo Netweek, oltre a uno spazio informativo settimanale sul “Corriere dei territori” (più di 400mila copie settimanali in edicola fra Piemonte, Lombardia e Liguria).