Dati preliminari

Quercetina e tumore del polmone: cosa dice lo studio

Le prove in laboratorio suggeriscono un possibile effetto biologico, ma mancano conferme cliniche sull’uomo.

Quercetina e tumore del polmone: cosa dice lo studio

La quercetina, un flavonoide presente in alimenti come cipolle, agrumi, mele e grano saraceno, è stata studiata per il possibile ruolo nei meccanismi legati al tumore polmonare non a piccole cellule, la forma più diffusa della malattia. I risultati arrivano da una ricerca preclinica, quindi non condotta su pazienti, che ha combinato esperimenti su cellule coltivate, tessuti isolati e modelli animali.

Nelle cellule umane di tumore polmonare analizzate in laboratorio, la sostanza ha rallentato il ciclo cellulare, cioè il processo che consente alle cellule malate di moltiplicarsi. La quercetina non ha agito distruggendo direttamente le cellule tumorali, ma attivando proteine coinvolte nei meccanismi di controllo della crescita. Gli esperimenti hanno inoltre evidenziato una riduzione della capacità delle cellule di muoversi e migrare, un comportamento associato alla diffusione della malattia.

Gli effetti osservati su immunità e intestino

Nel caso delle cellule di adenocarcinoma polmonare, il trattamento ha ridotto la presenza di PD-L1 ed EGFR. La prima proteina contribuisce a schermare il tumore dall’attacco del sistema immunitario, mentre la seconda è coinvolta nei segnali che favoriscono la crescita cellulare. Nei tessuti polmonari studiati al di fuori dell’organismo è stato osservato anche un aumento del rilascio di interferone alfa-2, una molecola che partecipa alla risposta immunitaria.

Nei topi trattati per via orale, i ricercatori hanno rilevato modifiche nella flora batterica intestinale, tra cui un aumento di microrganismi associati alla produzione di acidi grassi benefici. È cambiata anche l’attività di alcune cellule immunitarie. Secondo l’ipotesi formulata dagli autori, la quercetina potrebbe intervenire su più meccanismi: il controllo della crescita tumorale, la riduzione dello stress ossidativo e il sostegno alla risposta delle difese dell’organismo.

I limiti della ricerca

I risultati non dimostrano però che la quercetina possa prevenire o curare il cancro del polmone nelle persone. Il passaggio dagli esperimenti in laboratorio all’organismo umano è complesso e lo studio presenta diversi limiti metodologici. Nelle prove sugli animali, il numero di topi che aveva sviluppato il tumore era molto ridotto: un solo animale per gruppo sperimentale. Inoltre, non sono state applicate procedure di controllo rigorose come la randomizzazione e la cecità dei ricercatori.

La riduzione dei focolai visibili osservata nei modelli animali non si è tradotta in una variazione significativa del carico tumorale complessivo. Anche il possibile ruolo dei batteri intestinali resta un’ipotesi, non confermata da analisi chimiche dirette. Per questo i risultati devono essere considerati un’indicazione utile alla ricerca, ma non una prova di efficacia terapeutica.

È inoltre importante distinguere tra la quercetina concentrata e applicata in condizioni sperimentali e quella assunta attraverso gli alimenti. La biodisponibilità della sostanza, cioè la quota che l’organismo riesce ad assorbire e utilizzare, è bassa. Non ci sono quindi basi per ricorrere a integratori ad alto dosaggio con finalità antitumorali, anche perché potrebbero interferire con trattamenti medici. Una dieta con frutta, verdura e cereali integrali resta una scelta favorevole alla salute generale, mentre servono studi clinici sull’essere umano per valutare eventuali applicazioni nella prevenzione o nella cura dei tumori. La ricerca è stata pubblicata su Cell Death Discovery con il titolo Immunoregulatory role of quercetin in lung cancer, DOI 10.1038/s41420-026-03312-7.