Per chi soffre di dolore lombare persistente, la soluzione non passa necessariamente soltanto dai farmaci o da procedure invasive. A indicarlo è una revisione sistematica pubblicata su PLOS Medicine, che ha valutato efficacia e costi di diversi interventi non farmacologici e non chirurgici per la gestione della lombalgia aspecifica.
Gli autori hanno analizzato 20 studi, con il coinvolgimento di quasi 15mila adulti. I partecipanti avevano una lombalgia non associata a patologie gravi, fratture o infezioni; in metà delle ricerche il disturbo durava da più di tre mesi. Il confronto è stato effettuato con la cura abituale, generalmente basata su visite di medicina generale, consigli generici e medicinali.
Il confronto tra benefici e costi
La revisione non si è concentrata soltanto sulla riduzione dei sintomi. I ricercatori hanno esaminato anche il rapporto costo-efficacia, mettendo in relazione i miglioramenti della qualità della vita con le spese sanitarie dirette e con i costi indiretti, come le giornate di lavoro perse.
Nel complesso, diversi approcci conservativi hanno mostrato risultati migliori rispetto alla gestione ordinaria nel migliorare la funzione fisica e la qualità della vita. In alcuni casi sono risultati anche meno costosi nel lungo periodo. Tra gli interventi considerati più vantaggiosi figurano yoga e agopuntura, oltre ai programmi guidati che aiutano le persone a gestire il disturbo in autonomia.
Un ruolo rilevante è stato osservato anche per il supporto psicologico e gli interventi educativi. La terapia cognitivo-comportamentale e le tecniche di riduzione dello stress basate sulla consapevolezza possono contribuire a ridurre la paura del movimento, frequente nelle persone con dolore cronico. Evitare l’attività fisica per timore di peggiorare può infatti favorire rigidità e ulteriore sofferenza.
Le cautele nell’interpretazione
Risultati solidi sono emersi anche dai programmi che combinano più interventi, come modifiche alla dieta ed esercizio fisico oppure indicazioni ergonomiche sul lavoro e ripresa graduale dell’attività. Gli autori invitano tuttavia alla prudenza: gli studi differivano per metodi di calcolo e caratteristiche delle popolazioni osservate, rendendo difficile stabilire una graduatoria assoluta tra i trattamenti.
Inoltre, tutte le ricerche provenivano da paesi ad alto reddito, con sistemi sanitari e condizioni lavorative specifiche. I vantaggi economici osservati non possono quindi essere automaticamente estesi a ogni contesto. La revisione non individua una terapia valida per tutti, ma suggerisce che un percorso attivo, basato su movimento graduale, stile di vita e gestione delle preoccupazioni legate al dolore, può rappresentare un’opzione da valutare con il medico.
La fonte scientifica è il lavoro Cost-effectiveness of recommended interventions for managing low back pain: A systematic review, pubblicato su PLOS Medicine, DOI 10.1371/journal.pmed.1005273.