La metformina non va sospesa automaticamente davanti a ogni disturbo o alterazione degli esami. Per usarla in sicurezza è necessario distinguere tra controindicazioni assolute, interruzioni temporanee e effetti indesiderati che possono essere gestiti senza abbandonare la terapia. Chi assume già il farmaco non dovrebbe modificarne autonomamente la dose, salvo situazioni acute che richiedono un intervento immediato e il contatto con un medico.
Quando la metformina è controindicata
Il principale limite riguarda la funzione renale. Il farmaco è controindicato quando il filtrato glomerulare stimato, o eGFR, scende sotto 30 mL/min/1,73 m². Un valore compreso tra 30 e 59 non rappresenta invece un divieto automatico: in questi casi il medico può valutare l’impiego della metformina, eventualmente riducendo la dose e controllando periodicamente gli esami. La decisione può cambiare anche in base al fatto che si debba iniziare una cura o proseguire una terapia già stabilizzata.
La prescrizione è vietata anche in condizioni acute che riducono l’apporto di ossigeno ai tessuti, tra cui scompenso cardiaco acuto o instabile, insufficienza respiratoria e shock. Lo scompenso cardiaco cronico stabile non costituisce invece, da solo, un’esclusione, purché il trattamento avvenga sotto controllo medico. Tra le altre controindicazioni rientrano acidosi metabolica e chetoacidosi diabetica, insufficienza epatica, intossicazione alcolica acuta, alcolismo e ipersensibilità al principio attivo.
Non ogni alterazione degli esami del fegato né il consumo occasionale di alcol impongono automaticamente di evitare il farmaco. Anche gravidanza, allattamento e alcune rare malattie mitocondriali, come MELAS e MIDD, richiedono una valutazione individuale. In questi casi la scelta deve essere affidata al curante e basata sulle caratteristiche cliniche della persona.
Quando serve una sospensione provvisoria
Una pausa può essere necessaria durante una disidratazione importante, per esempio in presenza di vomito o diarrea intensi e ripetuti. Un episodio lieve non comporta necessariamente l’interruzione, mentre una perdita significativa di liquidi può compromettere la funzione renale. In questa situazione è opportuno sospendere temporaneamente le dosi e avvisare il medico.
Precauzioni specifiche riguardano anche interventi ed esami programmati. In caso di anestesia generale, spinale o epidurale, la metformina va sospesa; la ripresa non deve avvenire prima di 48 ore o della rialimentazione orale e richiede la conferma di una funzione renale stabile. Prima di un esame con contrasto iodato, invece, le indicazioni dipendono dalla funzionalità dei reni, dalla via di somministrazione e dal protocollo del centro. Le linee guida più recenti consentono spesso di proseguire quando l’eGFR è superiore a 30 e non vi è un danno renale acuto, ma è sempre necessario comunicare la terapia alla radiologia.
Le sospensioni temporanee mirano a ridurre il rischio di acidosi lattica, una complicanza rara ma grave, associata soprattutto a peggioramenti renali acuti, sepsi o crisi cardiorespiratorie. Difficoltà respiratoria con marcata debolezza, crampi o dolori addominali e sonnolenza insolita sono segnali d’allarme: in presenza di questi sintomi bisogna interrompere il farmaco e cercare subito assistenza medica.
Nausea, diarrea e dolori addominali sono invece effetti gastrointestinali comuni, soprattutto nelle prime settimane. Spesso tendono a ridursi assumendo le compresse durante o subito dopo i pasti e aumentando la dose gradualmente, secondo le indicazioni del medico. Anche una riduzione della vitamina B12 durante i trattamenti prolungati non richiede di norma la sospensione: il deficit può essere corretto e monitorato nei soggetti a rischio o in presenza di anemia e disturbi neurologici. Per le indicazioni pratiche fanno fede il curante e il foglietto illustrativo aggiornato della confezione prescritta.