Bere una bevanda calda prima di coricarsi può essere un’abitudine piacevole, ma non esistono prove sufficienti per dividere le erbe in quelle capaci di conciliare il sonno e quelle che fanno alzare più spesso per urinare. A incidere sui risvegli notturni è soprattutto la quantità di liquidi assunta nelle ore vicine al riposo, più della pianta utilizzata per l’infuso.
Molte miscele serali contengono valeriana, passiflora, melissa, luppolo o lavanda. L’Agenzia Europea per i Medicinali riconosce ad alcune combinazioni un impiego tradizionale per alleviare lievi sintomi di stress e favorire il riposo. Si tratta però di una qualifica basata sull’uso consolidato, non della dimostrazione di un’efficacia certa sul sonno. Le ricerche disponibili non consentono inoltre di stabilire quale erba sia più efficace.
Camomilla e preparati per dormire
Anche la camomilla offre risultati da interpretare con cautela. Una revisione di dieci studi, che ha valutato cinque ricerche per un totale di 772 partecipanti, ha rilevato una riduzione media di 1,88 punti nei questionari sui disturbi del sonno. Il segnale riguarda la qualità soggettiva del riposo, mentre la durata del sonno non risulta modificata. Inoltre, gli studi presentano limiti metodologici e spesso analizzano estratti che non sono paragonabili a una normale tazza di camomilla.
Rilassarsi con un infuso è quindi diverso dal trattare un disturbo del sonno. Per l’insonnia cronica, le linee guida cliniche sconsigliano di usare camomilla, valeriana o passiflora come trattamento, perché le prove a sostegno sono considerate di qualità molto bassa.
Liquidi, caffeina e risvegli notturni
Bere molti liquidi in serata può aumentare il bisogno di andare in bagno durante la notte, indipendentemente dalla reputazione drenante dell’erba. Betulla, ortica ed equiseto sono presenti in preparazioni tradizionali destinate ad aumentare la produzione di urina, ma non è dimostrato che una singola tazza provochi risvegli o che una di queste piante sia più potente delle altre. Ridurre in modo ragionevole le bevande serali può essere utile, senza però garantire la scomparsa del problema.
Va distinta la tisana dal tè verde e dal tè nero, che contengono caffeina e possono interferire direttamente con il riposo se assunti vicino all’ora di dormire. La quantità varia in base al prodotto; anche i decaffeinati possono contenerne una parte e, in alcuni adulti, una dose di 100 milligrammi può modificare il sonno.
Le piante non sono prive di possibili controindicazioni. La camomilla può causare reazioni allergiche, soprattutto nelle persone sensibili a piante affini come l’ambrosia. La valeriana richiede prudenza se viene associata ad alcol o farmaci sedativi, mentre i dati di sicurezza in gravidanza e allattamento sono limitati. Le miscele che aumentano la diuresi vanno evitate quando il medico ha prescritto una restrizione dei liquidi, come può accadere in alcune gravi malattie cardiache o renali.
Risvegli frequenti per urinare non vanno attribuiti automaticamente alla tazza bevuta prima di andare a letto. Il disturbo può dipendere da condizioni mediche o terapie, tra cui problemi delle vie urinarie, diabete, disturbi del sonno o l’effetto di alcuni farmaci. Se il problema persiste, è opportuno parlarne con il medico, soprattutto in presenza di bruciore, dolore durante la minzione o sangue nelle urine. Può essere utile compilare per tre giorni un diario con orari e quantità delle bevande e ogni minzione, così da verificare se il risveglio è davvero collegato all’infuso serale.