Gli integratori di omega-3 vengono talvolta proposti come rimedio non ormonale per affrontare alcuni disturbi della menopausa, dalle vampate agli sbalzi d’umore. Le prove disponibili, però, non sostengono queste promesse in modo uniforme: per i sintomi vasomotori il trattamento non è raccomandato, mentre sul tono dell’umore i possibili benefici restano incerti.
La posizione clinica della Menopause Society non indica gli omega-3 per ridurre le vampate, soprattutto perché gli studi hanno prodotto risultati contrastanti. In una sperimentazione condotta su 355 donne in perimenopausa o postmenopausa, l’assunzione di circa 1,8 grammi al giorno per dodici settimane non ha ridotto gli episodi più del placebo. Anche il fastidio associato alle vampate non è migliorato in misura significativamente diversa nei due gruppi.
Il confronto con il placebo ridimensiona le attese
All’inizio dello studio le partecipanti registravano in media circa 7,6 vampate al giorno. Dopo dodici settimane, gli episodi erano diminuiti di 2,5 al giorno nel gruppo che assumeva omega-3 e di 2,7 in quello trattato con placebo. Il calo può quindi dipendere dall’andamento spontaneo dei sintomi o dall’effetto placebo, e non necessariamente dall’azione specifica dell’integratore.
Una revisione di tre studi su 483 donne ha rilevato un possibile effetto sulle sudorazioni notturne, ma nel complesso le evidenze non sono state giudicate sufficienti per confermare un reale sollievo dai sintomi vasomotori. Anche per l’umore il quadro resta poco definito: le ricerche valutano soprattutto ansia e depressione, che non coincidono sempre con la comune instabilità emotiva associata alla menopausa.
Nella sperimentazione di dodici settimane non è emerso un vantaggio su umore o ansia. Inoltre, un’analisi di 35 studi sulla depressione maggiore negli adulti ha rilevato, rispetto al placebo, una differenza media di circa 2,5 punti su una scala clinica: un risultato inferiore alla soglia di 3 punti considerata indicativa di un cambiamento clinicamente rilevante. Alcune analisi hanno segnalato risultati più favorevoli con formulazioni ricche di EPA o in aggiunta agli antidepressivi, ma i dati non consentono di definire un trattamento valido per la menopausa.
Attenzione al fai-da-te
Gli omega-3 possono provocare effetti indesiderati generalmente lievi, tra cui retrogusto sgradevole, bruciore di stomaco, nausea e diarrea. Chi assume farmaci, in particolare anticoagulanti, dovrebbe chiedere consiglio al medico per valutare le possibili interazioni prima di iniziare l’integrazione.
L’assunzione di dosi elevate richiede ulteriore prudenza. In studi condotti su persone con malattie cardiovascolari o ad alto rischio, 4 grammi al giorno per diversi anni sono stati associati a un lieve aumento del rischio di fibrillazione atriale. In presenza di vampate che compromettono sonno e qualità della vita, è quindi preferibile discutere con il curante le opzioni più documentate: la terapia ormonale, quando indicata dopo una valutazione individuale, e specifici trattamenti non ormonali prescrivibili, come alcuni antidepressivi o il gabapentin.