I farmaci agonisti del recettore GLP-1 sono stati associati finora soprattutto alle penne per l’iniezione. Lo scenario sta però cambiando con lo sviluppo di formulazioni da assumere per via orale, alcune già disponibili e altre ancora in fase di ricerca. La novità riguarda soprattutto la modalità di somministrazione, mentre il meccanismo d’azione resta quello della stimolazione del recettore GLP-1.
La semaglutide orale è già utilizzata nel diabete di tipo 2 e viene assunta una volta al giorno. Nel trattamento dell’obesità, la compressa deve essere presa a digiuno dopo almeno 8 ore di digiuno notturno; è inoltre necessario attendere 30 minuti prima di mangiare, bere o assumere altri farmaci. Per alcune persone questa soluzione può risultare più accettabile rispetto a un’iniezione settimanale, mentre per altre le restrizioni possono rendere più semplice l’uso della penna.
I risultati della semaglutide orale
Nel principale studio di fase 3, 307 adulti con obesità o sovrappeso associato a comorbidità hanno assunto semaglutide orale o placebo per 64 settimane, insieme a dieta ipocalorica e attività fisica. La riduzione media del peso è stata del 13,61% con il farmaco, contro il 2,18% con placebo. La risposta, tuttavia, può variare sensibilmente da persona a persona e i risultati degli studi non rappresentano una garanzia individuale.
Il confronto con la formulazione iniettiva richiede cautela. Nel trial STEP 1, la semaglutide iniettiva alla dose di 2,4 milligrammi una volta alla settimana ha prodotto una perdita media di peso di circa il 15% dopo 68 settimane, contro circa il 2,6% con placebo. I due dati provengono però da studi diversi, con popolazioni e disegni sperimentali differenti. Per questo la semaglutide orale ha mostrato un’efficacia importante e dello stesso ordine di grandezza, ma non può essere considerata equivalente alla penna in assenza di un confronto diretto.
Orforglipron e gli effetti indesiderati
Tra le molecole in sviluppo c’è orforglipron, un agonista del recettore GLP-1 che, a differenza della semaglutide, non è un peptide ma una piccola molecola non peptidica. È stato progettato per essere assunto senza le restrizioni legate al digiuno e all’assunzione di acqua e cibo. Nello studio di fase 3 ATTAIN-1, condotto su oltre 3.000 persone con obesità senza diabete, la perdita media di peso dopo 72 settimane è stata del 7,5% con 6 milligrammi, dell’8,4% con 12 milligrammi e dell’11,2% con 36 milligrammi, contro il 2,1% con placebo.
Anche le formulazioni orali mantengono il principale limite degli agonisti GLP-1: gli effetti gastrointestinali. Nausea, diarrea, stitichezza, vomito, dolore addominale e dispepsia sono tra i disturbi più comuni. Il profilo di sicurezza della semaglutide orale è risultato simile a quello della formulazione iniettiva. La prescrizione deve quindi tenere conto di indicazioni, controindicazioni, altre terapie e caratteristiche individuali.
La disponibilità di compresse non rende superflua la valutazione medica e nutrizionale. I farmaci possono ridurre fame e appetito, ma non sostituiscono un percorso volto a migliorare la qualità dell’alimentazione, preservare la massa muscolare e consolidare abitudini sostenibili. La semaglutide orale e molecole come orforglipron ampliano le opzioni terapeutiche, ma la scelta deve essere personalizzata e basata sul rapporto tra efficacia, modalità di assunzione e tollerabilità.