Il cattivo odore dei piedi non indica necessariamente la presenza di un fungo. Anche quando persiste dopo i lavaggi, può dipendere dall’accumulo di sudore e dalla proliferazione dei batteri. Per orientarsi è più utile osservare l’aspetto della pelle, soprattutto tra le dita e sulla pianta, piuttosto che concentrarsi soltanto sull’intensità dell’odore.
I segni che possono indicare una micosi
Il sospetto di piede d’atleta, o tinea pedis, diventa più fondato quando all’odore si associano prurito, desquamazione e fissurazioni. Tra le dita la pelle può apparire biancastra, umida e macerata, cioè ammorbidita dall’umidità fino a sfaldarsi. Non tutte le infezioni fungine, però, si manifestano nello stesso modo: sulla pianta e ai lati del piede possono comparire desquamazione secca o piccole vescicole.
L’odore può accompagnare una micosi, ma non la definisce e non è corretto attribuirlo automaticamente ai soli funghi. In una pelle umida e danneggiata possono infatti intervenire anche i batteri. Per questo il cattivo odore, in assenza di alterazioni cutanee tipiche, non è una ragione sufficiente per usare una crema antimicotica.
Quando entrano in gioco sudore e batteri
Il sudore ristagnante favorisce la crescita batterica anche senza un’infezione fungina. In alcuni casi può svilupparsi la cheratolisi puntata, un’infezione superficiale caratterizzata da un odore sgradevole e da numerose piccole depressioni sulla pianta del piede, soprattutto nelle zone di appoggio. Le fossette risultano spesso più evidenti quando la pelle è bagnata o molto sudata.
In sintesi, prurito, taglietti, desquamazione e pelle biancastra tra le dita orientano verso il piede d’atleta. Desquamazione secca o piccole vescicole sulla pianta e sui lati rientrano tra le possibili manifestazioni della micosi. Numerosi piccoli crateri sulla pianta e nelle aree di appoggio fanno invece pensare alla cheratolisi puntata. Questi elementi aiutano a distinguere i quadri, ma non sostituiscono una diagnosi medica.
Per limitare umidità e odore è utile lavare regolarmente i piedi, asciugare con attenzione gli spazi tra le dita, indossare calze pulite e lasciare asciugare le scarpe prima di riutilizzarle. Queste misure aiutano a gestire il sudore, ma non curano da sole una micosi già accertata e non garantiscono l’assenza di ricadute.
Quando sono presenti i segni tipici, il piede d’atleta viene generalmente riconosciuto osservando la pelle. Gli antimicotici topici possono trattare l’infezione, ma durata e frequenza d’uso dipendono dal principio attivo e dalla formulazione. Se il quadro è grave, esteso, resistente alle cure o resta incerto, il medico può richiedere un prelievo di squame cutanee mediante un leggero raschiamento. I farmaci antimicotici per bocca sono in genere riservati alle forme più gravi, resistenti ai prodotti locali o alle persone immunocompromesse.
È consigliabile rivolgersi al medico se l’odore non migliora con l’igiene quotidiana, interferisce con la vita di tutti i giorni o se una sospetta micosi non risponde al trattamento. La valutazione va richiesta fin dall’inizio in caso di diabete o immunodepressione, oppure se le unghie diventano ispessite, giallastre o friabili.
Serve invece una valutazione urgente se il piede presenta pelle dolorosa, calda, gonfia e arrossata. Il quadro può indicare una cellulite, cioè un’infezione batterica più profonda e diversa da una micosi superficiale. Malessere generale, confusione, respiro accelerato o svenimento richiedono il ricorso immediato ai servizi d’emergenza.